Palermo, 24 ott. (Adnkronos) - “Non so se il Prefetto Piritore può avere depistato le indagini. L’ho conosciuto quando era un giovane funzionario della Squadra mobile di Palermo e io un giovane cronista del Giornale di Sicilia. E se lo ha fatto sono certo che non lo ha fatto per conto di Bruno Contrada che all’epoca era il dirigente pro tempore della Squadra mobile”. A parlare con l’Adnkronos è Daniele Billitteri, 74 anni, ex cronista di cronaca nera del Giornale di Sicilia e autore dello scoop pubblicato pochi giorni dopo l’omicidio di Piersanti Mattarella sul ritrovamento del guanto nella Fiat 127 trovata in via Laurana e della telefonata anonima arrivata alla Squadra mobile di Palermo, in cui venivano descritti i movimenti del killer dopo il delitto. Era l’8 gennaio del 1980 quando Billitteri scriveva: “Una voce maschile aveva descritto i movimenti dei sicari di Mattarella e rivelava un particolare incredibile: 'Uno dei due killer è passato da via Libertà poco tempo dopo l’omicidio, quando già l’auto del presidente della Regione era circondata dagli esperti della Scientifica'. Lo sconosciuto informatore avrebbe descritto i movimenti degli assassini subito dopo l’omicidio. In particolare, i due killer sarebbero stati visti abbandonare la 127 bianca in via De Cristoforis, una traversa di via Laurana. A questo punto, i due giovani sarebbero entrati nell’androne di un edificio vicino alla strada e si sarebbero cambiati d’abito. Poi, sarebbero saliti su una 850 grigia”. Successivamente, “uno dei sicari sarebbe ripassato da via Libertà”. E poi l'altro scoop: “Sarebbero stati trovati dei guanti nella 127”. Era il guanto del killer, di cui si sono perse le tracce. Secondo la Procura di Palermo a fare sparire il prezioso reperto, la ‘prova regina’, sarebbe stato proprio Piritore. Il guanto scomparve misteriosamente fra la Squadra mobile e il palazzo di giustizia. Il giornalista Daniele Billitteri nei mesi scorsi è stato ascoltato come persona informata sui fatti dalla ormai ex procuratrice aggiunta Marzia Sabella e dalla sostituta Francesca Dessì. Oggi Billitteri dice: “Non fu sicuramente Filippo Piritore a fornirmi quelle notizie”. “Io vivevo praticamente alla Squadra mobile di Palermo e quindi avevo ottimi rapporti con le mie fonti”, aggiunge. Tornando sul reperto scomparso, Billittero spiega: “A quel tempo non c’era ancora il Dna e probabilmente a queste cose non si prestava la dovuta attenzione". (di Elvira Terranova)
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