Cernobbio, 17 ott. (Adnkronos) - “L’Italia è un Paese che ha imparato a risolvere i problemi con i Commissari straordinari: dagli stadi al ponte di Genova. Ecco, l’intelligenza artificiale può diventare il Commissario straordinario del nostro sistema pubblico”, ha dichiarato Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano, durante la diretta speciale dell’Adnkronos da Comolake 2025. “Ho definito l’intelligenza artificiale come l’aria: entrerà in ogni anfratto, e dove non ci sarà, provocherà asfissia”, ha spiegato. “Non possiamo fermarla, ma possiamo governarla e farla diventare un agente di trasformazione positiva per il Paese”. (VIDEO) Noci ha sottolineato che “l’AI potrà rivoluzionare la pubblica amministrazione italiana, oggi composta da oltre ottomila enti locali, di cui l’80% con meno di cinquemila abitanti: un’architettura amministrativa nata in epoca napoleonica che non risponde più alle esigenze di scala del digitale”. “L’intelligenza artificiale – ha aggiunto – può generare economie di scala, ottimizzare i servizi e rendere la PA più efficiente, ma solo se sapremo abbattere gli orti di potere legati al controllo dei dati e costruire basi dati unificate per l’addestramento dei modelli. È un’occasione storica che l’Italia non può permettersi di perdere”. “Se vogliamo una pubblica amministrazione davvero centrata sul cittadino, dobbiamo partire dai dati: servono basi dati aperte, interoperabili e agenti di intelligenza artificiale capaci di integrarli. Unendo le informazioni tributarie, sanitarie e patrimoniali di ogni cittadino, la PA potrebbe personalizzare i servizi e anticipare i bisogni, passando dalle dichiarazioni di principio alla realtà dei fatti”, ha spiegato. “È un modo per rendere il cittadino protagonista e non semplice utente”. Rispondendo alle preoccupazioni sulla tutela della privacy, Noci ha chiarito che “non si tratta di creare una Skynet pubblica, ma di trovare un equilibrio realistico tra diritto alla riservatezza e utilità collettiva”. “Non possiamo avere la botte piena e la moglie ubriaca: pretendere servizi pubblici efficienti senza condividere i dati è impossibile. Se vogliamo trasporti, sanità e amministrazione migliori, dobbiamo accettare un nuovo patto di fiducia tra cittadini, istituzioni e tecnologia”. Noci ha concluso che “la qualità del servizio nasce dalla conoscenza, e la conoscenza nasce dai dati. L’intelligenza artificiale può essere la chiave per trasformare quella conoscenza in valore pubblico”.
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