Kiev, 24 mag. (Adnkronos) - Che sia la Svizzera, il Vaticano o la Turchia, poco importa. "Quel conta è raggiungere la pace, non il luogo" dei negoziati. Lo dice a Repubblica Ruslan Stefanchuk, presidente della Verkovna Rada e seconda carica istituzionale ucraina, che, se dovesse scegliere, mostra in ogni caso di preferire "il Vaticano. Lì si è sempre trovata una linea comune, alla fine arriva sempre una fumata bianca. Ha fatto una bellissima proposta per passare dalle chiacchiere alle trattative concrete. È molto importante che il primo incontro ufficiale del Papa con i leader sia stato con Zelensky. Ha mostrato che papa Leone XIV vuole davvero fermare la guerra con una pace giusta e duratura. A quello che so, Zelensky ha garantito che avrebbe cercato di far sì che il Vaticano fosse il luogo scelto. Sarebbe simbolico, è il più sacro al mondo per stringere un patto". Quanto a Putin, però, sostiene Stefanchuk, "non vuole andare da nessuna parte: non è interessato a porre fine alla guerra che ha iniziato. Non ha bisogno della pace ma della capitolazione dell’Ucraina, di distruggere la sua sovranità e controllarla attraverso il terrore. Evita il contatto diretto perché ha paura di uscire dal suo bunker. Si sente più a suo agio a dirigere la guerra da una stanza buia piuttosto che rispondere dei propri crimini. Dobbiamo fermare questa guerra e serve un confronto tra Zelensky e Putin. Serve il loro 'ok, parliamone', e poi la squadra discuterà i dettagli. Non possono parlare dei dettagli senza il via libera che spetta ai leader. Il primo passo deve essere il cessate il fuoco. Dobbiamo fermare le uccisioni, la Russia deve smettere di uccidere i civili ucraini. Poi siamo pronti all’incontro. Il cessate il fuoco è decisivo per dimostrare le reali intenzioni. Se non c’è questa precondizione, tutto il resto sarà una perdita di tempo". "L’obiettivo è la fine della guerra, la tregua è il cammino per arrivarci - sottolinea Stefanchuk - L’Ucraina ha fatto capire che l’inizio può essere il cessate il fuoco di 30 giorni, e i partner sostengono questa posizione. È difficile negoziare mentre ci bombardano. I russi vogliono farci perdere tempo. Prepareranno memorandum, organizzeranno diversi tavoli e ogni gruppo di lavoro avrà un sottogruppo e così via. Sono grandi maestri della perdita di tempo. Purtroppo gioca a favore loro: noi abbiamo bisogno di decisioni rapide, e ci serve un forte supporto dai partner. Confido che l’aiuto degli Usa e del popolo americano continuerà - conclude - I nostri rapporti sono basati sulla democrazia, e l’Ucraina è la nazione dei guerrieri che lottano per difenderla". Quanto alla premier Meloni , "fa un lavoro fantastico, e la sua posizione è molto nitida e importantissima. La ringrazio a nome del popolo ucraino".
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