Roma, 7 mag. (Adnkronos) - "Perché per rimpatriare i migranti bisogna mandarli in Albania? Questa è la prima domanda. Se li si vuole rimpatriare si hanno tutti gli strumenti per farlo anche qui, la legge lo consente. Tutto si è concentrato sull'Albania perché all'opinione pubblica si voleva dire che sostanzialmente si era trovata la soluzione. Poi vediamo che i numeri non dicono questo, ma non si spiega perché chi potrebbe essere rimpatriato deve essere mandato li'". Lo ha detto l'ex ministro del Lavoro ed esponente Pd, Andrea Orlando, a Tagada' su La7. "La seconda questione è che quando ci chiedono di mandare un detenuto in Paesi nei quali non sono rispettati i diritti fondamentali, quale che sia la gravità della pena, noi diciamo di no, lo dice anche il governo Meloni, perché affermiamo che la pena deve essere eseguita in Italia perché in quei Paesi non ci sono garanzie di rispetto dei diritti. Lo facciamo perché ci siamo impegnati con convenzioni internazionali - spiega Orlando - in questa direzione e da questo punto di vista la Meloni lo sa bene perché è andata persino a ricevere un potenziale condannato a morte in un Paese pur nostro alleato che sono gli Stati Uniti, ricordo la vicenda di Forti. Quindi lo sa bene che noi abbiamo una forte riserva a far eseguire la pena in Paesi che non rispettano le garanzie previste dalla Convenzione dei diritti umani". "Lei ha parlato d'altro e non ha risposto. Perché se sono criminali possono essere trattenuti nelle carceri italiane e puniti secondo l'ordinamento italiano. Con adeguate forme di cooperazione giudiziaria si può portare anche a compimento il procedimento nel nostro Paese, rispettando quindi tutte le garanzie. D'altro canto - conclude l'esponente dem - la domanda fondamentale è perché in Albania? Non c'entra niente col titolo di reato. Perché si deve andare in Albania con una nave che costa 700 mila euro per ogni viaggio?".
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