Milano, 24 mar. (Adnkronos) - "Olindo e Rosa ci sperano nella Cassazione, come lo facciamo anche noi. Sarebbe giusto che tutti gli elementi di prova nuovi allegati alla nostra istanza venissero assunti in dibattimento come prevede la nostra Costituzione". Lo dice all'Adnkronos Fabio Schembri, l'avvocato che da sempre affianca i coniugi Romano - condannati in via definitiva all'ergastolo per la strage di Erba - mentre si prepara con cura all'udienza pubblica di domani quando, davanti ai giudici della quinta sezione della Suprema Corte, discuterà il ricorso contro la decisione della Corte d'Appello di Brescia di dichiarare "inammissibile" la revisione del processo. "La Cassazione non è detto che sia l'ultima possibilità, un passo alla volta. Certamente confidiamo nell'applicazione rigorosa del diritto da parte della Suprema Corte e nella giurisprudenza costante che ha reiteratamente stigmatizzato le violazioni di legge e i vizi di motivazione in casi sovrapponibili a questo. Se ottenessimo che tutti i nuovi elementi di prova venissero assunti in dibattimento allora potremmo davvero discuterli e valutarli", aggiunge Schembri che insieme al resto del pool difensivo - gli avvocati Nico D'Ascola, Patrizia Morello e Luisa Bordeaux - ha firmato il ricorso con cui si chiede l'annullamento della sentenza pronunciata a Brescia lo scorso 10 luglio.
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