Contenuti editoriali*

Cerca

la protesta

Biodigestore, si passa alla piazza

Sit-in davanti al Traiano: il Comitato alza il livello della mobilitazione contro l’impianto da 120mila tonnellate

Biodigestore, si passa alla piazza

Il medico Giovanni Ghirga (foto di Enrico Paravani)

La mobilitazione si fa dura e il comitato scende in piazza con il primo di una serie di appuntamenti contro la realizzazione del mega biodigestore da 120.000 tonnellate annue previsto a Civitavecchia. Dopo le assemblee all'Aula Pucci, definite dagli organizzatori “partecipatissime”, il Comitato «No al biodigestore» rilancia e chiama la città a un sit-in pubblico: appuntamento per venerdì 13 marzo alle 17.30 davanti al Teatro Traiano.

Al centro della protesta resta il progetto proposto da Ambyenta Lazio, un impianto che il Comitato continua a giudicare «estraneo alle esigenze del comprensorio» e che – sostengono – avrebbe già raccolto una contrarietà ampia sul territorio, richiamando in particolare le posizioni espresse nel tempo da istituzioni e soggetti coinvolti nel dibattito. La scelta di scendere in piazza viene letta come un passaggio ulteriore: non più solo incontri e documenti, ma una presenza visibile nel cuore della città per ribadire un no che, nelle parole del Comitato, vuole trasformarsi in pressione politica e amministrativa.

Nel mirino finisce anche il tema della proroga autorizzativa rilasciata da Città Metropolitana: per il Comitato è il segnale che “si continua a spingere” su un’opera nonostante il clima di opposizione locale. Da qui l’accusa – formulata in termini netti – che l’interesse principale sia «consentire ai privati di fare profitto», mentre salute, ambiente e qualità della vita verrebbero relegati in secondo piano.

Non solo: nel comunicato il Comitato inserisce la battaglia contro il biodigestore dentro un quadro più ampio, parlando di una “tendenza” che privilegerebbe scelte progettuali e industriali orientate ai benefici economici di pochi, anziché a una gestione “virtuosa” dei rifiuti. La richiesta, in questa cornice, è rivolta direttamente alla Regione Lazio: «La Regione Lazio ritiri la determina che consente la realizzazione di questo venefico impianto», scrivono, rilanciando lo slogan “basta” e il messaggio identitario di una città che non vuole diventare, ancora una volta, «vittima sacrificale».

Il sit-in di venerdì viene quindi presentato come l’inizio di una fase nuova: più compatta, più esposta, più determinata. L’idea è tenere alta l’attenzione e costruire, passo dopo passo, una mobilitazione capace di allargarsi e di durare nel tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia di Civitavecchia

Caratteri rimanenti: 400

Edicola digitale