Racconti dell'aria
società, fisco e previdenza
04 Luglio 2025 - 11:39
26 Febbraio 2026 - 19:48
CIVITAVECCHIA – Arriva un importante cambiamento nel sistema previdenziale italiano: un incentivo economico netto e senza tassazione per i lavoratori che decidono di rinviare la pensione, rimanendo attivi ancora per qualche anno.
Il provvedimento, al centro del dibattito politico e sindacale, è stato messo a punto dal Ministero del Lavoro in collaborazione con l’INPS, e punta a ridurre la pressione sul sistema pensionistico incentivando la permanenza volontaria nel mercato del lavoro.
L’ultima Legge di Bilancio n. 207/2024 ha infatti esteso la possibilità di rinunciare alla quota contributiva a carico del lavoratore vedendo accreditata tale somma, esente da imposizione, per coloro i quali matureranno i requisiti per la pensione anticipata entro l’anno 2025.
La conferma è definitivamente arrivata con la Circolare INPS n. 102/2025 del 16 giugno 2025.
Come detto, l’agevolazione consiste in un bonus esentasse per chi, pur avendo maturato i requisiti per il pensionamento, sceglie di posticipare l’uscita. Tale opzione è esercitabile una sola volta e consiste in un aumento esentasse erogato in busta paga dal datore di lavoro.
Con questo provvedimento si è voluto replicare, migliorandone gli effetti, una misura simile già sperimentata in passato. La novità principale, infatti, è che l'incentivo non concorre a formare reddito, risultando quindi esente da IRPEF, addizionali e contributi.
L’INPS ha previsto che il beneficio sarà accessibile sia ai lavoratori del settore pubblico che privato, ma su base volontaria e con un limite temporale. L’obiettivo è duplice: alleggerire il carico sulle casse dello Stato e sfruttare l’esperienza dei lavoratori più grandi e professionalizzati nei settori strategici.
Questa misura fa crescere l’interesse per i lavoratori over 62 a rimanere sul posto di lavoro, magari affiancando nuove leve da assumere. Chi opta per questo rinvio ne trae un vantaggio immediato e solo una modesta riduzione con effetti ridotti sull’importo definitivo della futura pensione.
Si deve infatti considerare che il datore di lavoro continua a versare la sua quota contributiva regolarmente e gli effetti di questo incentivo non penalizzano la c.d. “quota retributiva” per i molti che ancora vantano il diritto al calcolo di una parte della pensione secondo questo sistema (c.d. “sistema misto”).
Una svolta che potrebbe cambiare il volto del sistema previdenziale italiano, rendendo il lavoro più sostenibile anche in età avanzata, e premiando chi sceglie di “restare in campo” ancora un po’.
Francesco Mengucci,
Consigliere Segretario ODCEC Civitavecchia,
Dottore Commercialista
esperto di lavoro e previdenza
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