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La cultura si fa strada: oltre 49mila euro per biblioteca e archivio storico

Grazie al contributo della Regione Lazio e al cofinanziamento comunale, i poli culturali di Tarquinia si trasformano in hub di inclusione sociale e innovazione digitale. Tra i progetti: lotta al bullismo e digitalizzazione di preziosi volumi del Cinquecento

La cultura si fa strada: oltre 49mila euro per biblioteca e archivio storico

Biblioteca Cardarelli e archivio storico

Non più solo luoghi di conservazione, ma veri e propri hub di innovazione e coesione sociale. Il Comune di Tarquinia si aggiudica un importante finanziamento di 42.000 euro dalla Regione Lazio, che sommati ai 7.500 euro di cofinanziamento comunale, portano nelle casse dei servizi culturali oltre 49.500 euro. L’operazione, che rientra nell’Avviso pubblico per il sostegno ai servizi Oar., Obr e Omr, punta a rivoluzionare l’offerta della biblioteca “Vincenzo Cardarelli” e dell’archivio storico, trasformandoli in centri vivi di formazione per giovani e cittadini. Un risultato importante che testimonia l’impegno concreto dell’amministrazione nella valorizzazione del patrimonio culturale e nel rafforzamento dei servizi destinati alla comunità.

La biblioteca centro per progetti contro il bullismo: cultura come impegno civile

Con uno stanziamento di 26mila euro, la biblioteca “Cardarelli” rafforza il suo ruolo sociale. Accanto al celebre festival Pagine a colori, i fondi saranno destinati a progetti di contrasto al bullismo e al cyberbullismo, in collaborazione con il Centro di aggregazione giovanile (Cag).

«La scuola e i luoghi della cultura devono essere spazi sicuri e inclusivi», dichiara l’assessora all’Istruzione Sara Corridoni, evidenziando come la crescita culturale debba procedere di pari passo con l'educazione al rispetto. «Affrontare il bullismo e il cyberbullismo attraverso percorsi educativi è fondamentale – sottolinea l’assessora –, perché la scuola e i luoghi della cultura devono essere spazi sicuri, inclusivi e capaci di promuovere il rispetto e la consapevolezza tra i più giovani».

Archivio 4.0: dai volumi del 1500 alla consultazione online

Per l’archivio storico, il contributo di 25mila euro (ripartito tra fondi regionali e comunali) aprirà le porte al futuro. L’intervento più atteso riguarda il restauro e la digitalizzazione di tre volumi di “Riformanze” (1518-1529): un tesoro documentario che consentirà di preservare gli originali e renderli accessibili a un pubblico più ampio attraverso la consultazione online sul sito www.tarquiniacultura.com. Non mancherà la divulgazione “popolare”: è prevista infatti la ristampa del Procaccia, lo storico giornale locale che raccoglie fatti e curiosità cittadine, e la produzione di un video divulgativo sul ruolo moderno dell’archivio.

Sabina Angelucci, funzionaria impegnata nella formazione e nei progetti di educazione al patrimonio, afferma che «la valorizzazione del patrimonio passa anche attraverso il coinvolgimento diretto delle persone». Per questo motivo sono previsti laboratori, visite guidate e strumenti divulgativi capaci di avvicinare cittadini e giovani alla conoscenza delle fonti storiche. Sarà poi nuovamente stampato il giornale “Il Procaccia”, che raccoglie curiosità e fatti storici, e sarà realizzato un video divulgativo sul ruolo attuale dell’archivio.

Una responsabilità condivisa

«Vogliamo che la tutela del patrimonio sia una responsabilità collettiva», spiega l’assessora alla Cultura Roberta Piroli, richiamando i principi della Convenzione di Faro. Un approccio confermato dalla funzionaria Sabina Angelucci, che punterà su laboratori e visite guidate per avvicinare le nuove generazioni alle fonti storiche. I progetti, coordinati dal Settore IV, segnano un punto di svolta: la cultura a Tarquinia smette di essere un costo e diventa un investimento strategico sul senso di comunità e sull'identità locale.

«Questo finanziamento rappresenta un traguardo significativo – afferma l’assessora Piroli – , perché consente di realizzare una serie di interventi per la tutela e la promozione delle nostre risorse culturali. Entrambi i progetti, coordinati dal Settore IV (Ufficio Biblioteca, Archivio Storico e Musei), mirano a trasformare questi presidi culturali in centri vivi di aggregazione e formazione per tutte le fasce di utenza. In linea con la Convenzione di Faro vogliamo affermare che la tutela del patrimonio culturale è una responsabilità condivisa, capace di rafforzare il senso di comunità e costruire un futuro culturalmente ricco e partecipato».

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