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Marina israeliana, il contributo della scuola navale ebraica di Civitavecchia

Nel 1934 nasce nello scalo cittadino il progetto di formazione e addestramento “Betar”. Secondo Zhistorica circa 150 ragazzi formati in città entrarono tra i primi quadri del 1948

Marina israeliana, il contributo della scuola navale ebraica di Civitavecchia

CIVITAVECCHIA - «Nel 1934, nel porto di Civitavecchia, apre la scuola navale legata al movimento revisionista Betar, con l’obiettivo di formare giovani ebrei alla navigazione e alla disciplina marittima». Inizia così un interessante articolo della pagina social di approfondimento storico “Zhistorica” che condivide uno spaccato poco conosciuto della storia di Civitavecchia. Il contesto è quello di un Mediterraneo teso come una corda di violino.

«Da un lato – spiegano - la comunità ebraica in Palestina sente il bisogno di costruire competenze tecniche per un futuro Stato, dall’altro l’Italia fascista di Benito Mussolini vede nella formazione marittima di quadri ebrei un tassello utile nel gioco geopolitico contro la Gran Bretagna nel Levante. Gli ebrei infatti, hanno compreso che non riceveranno alcun supporto dagli inglesi, che dai Libri Bianchi fino all'aiuto dato agli arabi nella guerra del 1948, hanno "tradito" le aspettative create con la (spesso citata a sproposito) Dichiarazione Balfour».

A Civitavecchia, come spiega Zhistorica nella sua ricostruzione, sotto la guida del guardiamarina barese Nicola Fusco, i cadetti studiano carte nautiche, meteorologia, motori, segnalazione, artiglieria leggera, vita di bordo e moltissima pratica sullanave scuola Sarah. Un addestramento serio, che punta a creare ufficiali e sottufficiali capaci di comandare equipaggi e navi in acque difficili. Molti istruttori e strutture sono italiani, mentre i cadetti provengono in modo quasi uguale dall’Europa orientale e dalla Palestina mandataria.

«I costi per arredamento e dormitori – sottolineano - sono sostenuti in parte dal generale e medico italiano di religione ebraica Guido Aronne Mendes e dal figlio. Nel 1937, Fusco acquista anche un peschereccio, il Neca, per insegnare ai ragazzi le basi della pesca (Fusco era un esperto di pesca meccanica con i palamiti). L’esperimento dura pochi anni, perché l’inasprirsi del contesto europeo e le leggi razziali del 1938 lo interrompono in modo brusco, ma lascia un capitale umano, circa 150 ragazzi, già perfettamente abituati a mare, gerarchie e responsabilità. Quando nel 1948 nasce lo Stato d’Israele e viene istituita la Marina Israeliana, tra i primi quadri compaiono anche uomini formatisi a Civitavecchia. Il contributo – conclude Zhistorica - non è enorme in termini numerici, ma è qualitativamente fondamentale».

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