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Il blitz
20 Aprile 2026 - 14:14
14:24
CERVETERI – Bruciava rifiuti nella zona di Furbara ma è stato beccato dai Carabinieri Forestali intervenuti nella zona etrusca dopo aver individuato una colonna di fumo sospetta.
Arrivati sul posto, i militari hanno scoperto un rogo in cui non venivano smaltiti soltanto residui vegetali, ma anche plastica e altri materiali di scarto, con conseguente emissione di fumi nocivi per la popolazione oltre che irritanti.
L’episodio è stato accertato durante un controllo di routine dal Nucleo Forestale di Civitavecchia, che ha seguito le tracce delle esalazioni tossiche fino a un terreno privato.
Qui un uomo di 82 anni aveva acceso un fuoco utilizzando sia potature sia rifiuti plastici, dando origine a una combustione illegale.
La normativa consente, entro limiti ben precisi, la combustione di residui agricoli, ma vieta in modo assoluto l’incendio di rifiuti. In questo caso, la presenza di plastica configura un reato penale previsto dal Testo unico ambientale.

Una precedente indagine dei carabinieri tra Ladispoli e Cerveteri
Gli investigatori hanno quindi segnalato immediatamente l’accaduto all’Autorità Giudiziaria. L’uomo rischia di finire nei guai dato che i rifiuti potrebbero essere classificati come pericolosi.
Dare alle fiamme materiali plastici, soprattutto in condizioni non controllate, comporta il rilascio di sostanze altamente pericolose come diossine, furani e metalli pesanti, con effetti dannosi sia per l’ambiente sia per la salute umana, causando problemi respiratori e irritazioni diffuse.
Il gesto configura il reato di combustione illecita di rifiuti, disciplinato dal decreto legislativo 152 del 2006. Per il responsabile si prospetta una pena che va dai 2 ai 5 anni di reclusione, come ricordato dalla Forestale. La sanzione può diventare ancora più severa, arrivando fino a 6 anni.
Negli ultimi mesi hanno protestato tantissimo gli abitanti di alcune frazione agricole non sopportando più, specie di notte, la presenza di miasmi. Lo stesso fenomeno per altro riscontrato nella vicina città di Ladispoli. Per questo motivo i cittadini avevano chiesto controlli specifici che a quanto pare sono arrivati grazie alla Forestale.
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