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Case popolari a Tarquinia, l’affondo di Sileoni: “Gestione fallimentare e mancanza di trasparenza”

L’esponente politico accusa l’amministrazione Sposetti: «Graduatorie opache e Servizi sociali inadeguati. Serve un intervento urgente per garantire competenza e legalità»

Case popolari a Tarquinia, l’affondo di Sileoni: “Gestione fallimentare e mancanza di trasparenza”

Case Tarquinia e Diego Sileoni

TARQUINIA – Si infiamma il dibattito politico a Tarquinia sulla gestione dell’edilizia residenziale pubblica. A sollevare il caso è Diego Sileoni, che fotografa una situazione di profonda sofferenza per il welfare cittadino, puntando il dito contro l'attuale impostazione amministrativa.

Secondo Sileoni, le difficoltà che molti nuclei familiari stanno incontrando non sono frutto di casualità, ma di una precisa carenza di visione strategica.

L’accusa: “Situazione oltre i livelli di tollerabilità”

“La città di Tarquinia attraversa una fase di significativa criticità sul piano abitativo”, esordisce Sileoni nel suo j’accuse. Per l'esponente locale, i disservizi non possono essere derubricati a semplici intoppi burocratici: “Le problematiche emerse non sono riconducibili a inefficienze operative, ma appaiono come il risultato di un’impostazione caratterizzata da carenze organizzative e dall’assenza di una pianificazione strategica adeguata”. Una condizione che, secondo Sileoni, avrebbe ormai “superato i livelli di tollerabilità propri di un servizio pubblico essenziale”.

Il nodo delle graduatorie e della trasparenza

Il punto più sensibile riguarda le modalità di assegnazione degli alloggi. Sileoni solleva dubbi sulla chiarezza delle procedure seguite dalla giunta Sposetti, denunciando una gestione comunicativa carente verso gli aventi diritto. “Uno dei principali ambiti di criticità riguarda la gestione delle graduatorie”, afferma. Nello specifico, risulterebbero insufficienti la definizione di criteri chiari e verificabili, la pubblicazione regolare degli aggiornamenti e la trasparenza delle comunicazioni. Per Sileoni, questa assenza di controlli accessibili non solo compromette la fiducia dei cittadini, ma solleva interrogativi sulla correttezza delle procedure adottate.

Assessorato nel mirino: “Punto vulnerabile della macchina comunale”

Il duro attacco di Sileoni non risparmia l’assessorato ai Servizi sociali, descritto come un ufficio non strutturato per reggere il peso dell’emergenza abitativa. Tra le mancanze segnalate figurano ritardi nella gestione delle emergenze, una scarsa conoscenza dei dossier prioritari e una limitata interlocuzione con i cittadini. “La gestione delle politiche abitative richiede competenza, rigore e responsabilità”, scandisce Sileoni. “Tarquinia non può permettersi approcci approssimativi in un settore così delicato. Continuerò a segnalare ogni criticità finché la città non potrà contare su un’amministrazione all’altezza”.

Le proposte: censimento e accordo con l’Ater

Non solo critiche, ma anche una piattaforma di richieste concrete per invertire la rotta. Sileoni invoca un intervento immediato e strutturale basato su cinque punti chiave:

Verificabilità: Adozione di procedure trasparenti e consultabili.

Manutenzione: Una collaborazione più incisiva con gli enti competenti per sollecitare i lavori di ripristino negli immobili degradati.

Controllo del patrimonio: Una cooperazione strutturata con l’Ater per mappare e segnalare gli alloggi non utilizzati, avvalendosi anche dei controlli della Polizia Locale.

Potenziamento: Un rafforzamento tecnico dell’assessorato competente.

Visione strategica: Il superamento definitivo della logica dell’emergenza a favore di una programmazione di medio-lungo periodo.

I cittadini hanno diritto a risposte chiare”, conclude Sileoni, lasciando intendere che la pressione politica sulla giunta Sposetti non si fermerà finché non verranno adottati provvedimenti risolutivi.

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