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Biodigestore, AVS porta il caso in Regione: mozione per ritirare l’autorizzazione

Dopo la richiesta di audizione rimasta senza risposta, Alleanza Verdi e Sinistra alza il livello: nel mirino l’impianto da 120mila tonnellate annue previsto a Civitavecchia

Biodigestore, a marzo il consiglio comunale aperto: la città non si arrende

Il biodigestore di Civitavecchia arriva direttamente in Consiglio regionale. Dopo la richiesta di audizione del 27 febbraio rimasta, secondo Alleanza Verdi e Sinistra, senza riscontro, il partito ha deciso di compiere un ulteriore passo presentando una mozione, a firma della consigliera regionale Alessandra Zeppieri, per chiedere il ritiro dell’autorizzazione all’impianto previsto sul territorio comunale.

Il punto centrale è la Determinazione regionale numero G16384 del 25 novembre 2022, con cui la Regione Lazio ha autorizzato la realizzazione di un biodigestore da 120mila tonnellate annue a Civitavecchia. Un impianto che, secondo AVS, sarebbe «sproporzionato rispetto al fabbisogno del territorio» e destinato a servire un bacino molto più ampio. La mozione chiede formalmente alla Giunta regionale di procedere al ritiro dell’atto autorizzativo, fermare ogni iniziativa legata alla realizzazione dell’impianto e avviare un percorso alternativo di gestione dei rifiuti basato su prossimità e sostenibilità.

Nel documento vengono richiamate alcune criticità già emerse nel corso dell’iter: il parere negativo della Asl Roma 4, legato ai rischi per la salute pubblica, quello della Soprintendenza, per gli aspetti paesaggistici e ambientali, e la contrarietà espressa dal comune di Civitavecchia. A pesare, nella lettura di AVS, è anche il quadro complessivo del territorio: una città già gravata da servitù ambientali, industriali ed energetiche, con studi epidemiologici che avrebbero evidenziato criticità sanitarie e con il rischio di un ulteriore aumento di traffico pesante ed emissioni.

«Su questa vicenda non siamo fermi», spiegano da Alleanza Verdi e Sinistra, rivendicando un lavoro su più fronti: legale, amministrativo e politico. Il partito parla di verifiche sugli atti autorizzativi, nuovi elementi di valutazione legati all’impatto sanitario e proposte alternative, a partire dal trattamento aerobico dei rifiuti attraverso un impianto di compostaggio.

La battaglia sul biodigestore si intreccia anche con il dossier sull’ampliamento della discarica, rispetto al quale l’amministrazione comunale, tramite l’assessorato all’Ambiente, e la stessa AVS hanno presentato osservazioni contrarie. Una linea che il partito definisce coerente con la tutela ambientale e sanitaria del territorio.

Ora, però, la partita si sposta sul terreno politico. AVS annuncia che nei prossimi giorni chiederà incontri a tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, per sostenere la mozione in Consiglio regionale. Un confronto sarà chiesto anche alle consigliere regionali del territorio Marietta Tidei ed Emanuela Mari, affinché si impegnino chiaramente sul testo. A Mari, in particolare, AVS chiederà anche di aprire un confronto sul nuovo Piano rifiuti della Regione Lazio.

La richiesta è netta: «La Regione Lazio non può continuare a ignorare il territorio». Per AVS, il tempo delle interlocuzioni generiche è finito. Adesso la scelta viene rimessa alla Pisana: confermare un progetto contestato oppure ritirare l’autorizzazione e ripartire da un modello meno impattante per Civitavecchia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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