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Pini, allarme “Cocciniglia Tartaruga”: il patrimonio arboreo rischia il collasso

L’infestazione del parassita nordamericano Toumeyella parvicornis minaccia gli alberi della costa. L'associazione Assolidi richiama all'ordine: «Obbligatorio segnalare, ma la cura esiste. Non ripetiamo gli errori del passato»

Pini,  allarme “Cocciniglia Tartaruga”: il patrimonio arboreo rischia il collasso

COCCINIGLIA TARTARUGA

Il paesaggio del Lido di Tarquinia è sotto attacco. Quella che a prima vista potrebbe sembrare una fastidiosa “pioggia” estiva, una sostanza appiccicosa che ricopre auto, strade e arredi urbani, è in realtà il sintomo di un’emergenza ambientale che rischia di cambiare per sempre il volto del litorale: l’invasione della Toumeyella parvicornis, meglio nota come “cocciniglia tartaruga”.

L’insetto, originario del Nord America, ha trovato nei pini locali un bersaglio facile. Il segnale inequivocabile è la produzione di melata, un liquido zuccherino secreto dal parassita che non solo causa disagi pratici, ma accelera il deperimento delle piante. La diagnosi degli esperti è severa: se non si interviene, il destino dei pini è segnato.

Il monito di Assolidi: «Rischio danni irreversibili»

A sollevare con forza la questione è l’associazione Assolidi di Tarquinia, che traccia un perimetro temporale molto stretto per la sopravvivenza del verde pubblico e privato. «L’infestazione, se non contrastata, può portare al disseccamento dei pini in un arco di tempo relativamente breve, generalmente tra i due e i tre anni», spiegano dall'associazione. Il timore è che l'inerzia porti alla «perdita del patrimonio arboreo del Lido, con un impatto ambientale che potrebbe assumere dimensioni difficilmente reversibili».

Obblighi di legge e sanzioni

La gravità della situazione non è sfuggita alle autorità nazionali. Già nel 2021, il Ministero dell’Agricoltura ha varato misure fitosanitarie specifiche. Il presidente di Assolidi, Pierpaolo Rosati, ricorda come il quadro normativo sia rigoroso: «Il Ministero è intervenuto con il Decreto del 3 giugno 2021, stabilendo l’obbligo per tutti i proprietari di alberi infestati di darne comunicazione al Servizio fitosanitario regionale competente».

Per facilitare il monitoraggio, i cittadini possono utilizzare l’app mobile “Morgana”. Ignorare il problema non è un'opzione: «Per coloro che contravvengono alle disposizioni si applicano le sanzioni previste dal D.Lgs 02/02/21 n°19», avverte Rosati.

La soluzione c’è: l’appello alla responsabilità

Nonostante la rapidità del parassita, la battaglia non è persa. Esistono trattamenti sistemici (come l’endoterapia) che possono salvare le piante con costi contenuti. «Esistono trattamenti relativamente accessibili, sia dal punto di vista economico sia operativo, che garantiscono una protezione efficace per un periodo tra i 12 e i 18 mesi», rassicura l’associazione.

La questione, dunque, si sposta sul piano della volontà politica e civile. Per Assolidi, la cura del verde è un «investimento sul benessere collettivo» per la qualità dell'aria e il valore paesaggistico. Il riferimento corre amaro ai precedenti interventi in viale Mediterraneo e viale Andrea Doria, dove il patrimonio arboreo è andato perduto.

«L’auspicio è che non si debba assistere a un’ulteriore perdita del verde che caratterizza il Lido», conclude Assolidi. «La diffusione della cocciniglia è una minaccia concreta, ma anche un’occasione per intervenire in modo coordinato, evitando che un problema affrontabile si trasformi in un danno irreparabile».

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