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guerra sul litorale
15 Aprile 2026 - 00:18
01:31
Un'immagine di quando venne affidata la gara
Non si ferma alla sola risoluzione del contratto il braccio di ferro tra il Comune di Tarquinia e l’ormai ex gestore dello stabilimento balneare comunale. Con la firma della determinazione n. 539, che ha sancito l’addio definitivo al Raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) incaricato del servizio, emerge un dettaglio economico cruciale: il Comune ha dato il via libera all’escussione della polizza fideiussoria.

La garanzia diventa liquida
La scelta dell’amministrazione non è solo un atto formale, ma una mossa strategica per tutelare il patrimonio pubblico. La fideiussione, presentata dall’Rti in sede di gara come garanzia dell'esatto adempimento, verrà ora trasformata in risorse immediate per l’ente.

Il motivo è chiaro: tra le criticità riscontrate durante i sopralluoghi tecnici di gennaio, pesano come macigni gli interventi di manutenzione straordinaria che non sarebbero stati portati a termine. Poiché l’ex gestore non ha onorato gli impegni previsti dal capitolato, sarà la sua assicurazione (o banca) a finanziare, di fatto, il completamento delle opere.
"Il provvedimento – spiegano dal Comune di Tarquinia - conclude un percorso amministrativo avviato già nell'ottobre 2025, quando il Comune, a stagione balneare conclusa, anche alla luce delle numerose segnalazioni ricevute rispetto a varie criticità emerse nella gestione dello stabilimento ha avviato interlocuzioni informali con il rappresentante dell'RTI e ha ritenuto necessario procedere con ulteriori verifiche, disponendo un sopralluogo tecnico effettuato in contraddittorio con l'RTI in data 22 gennaio 2026. Tale attività ha consentito di avviare una puntuale istruttoria sulla congruità dei lavori eseguiti rispetto al capitolato e all'offerta tecnica presentata in sede di gara, nonché sulla documentazione contabile relativa agli interventi realizzati."
Dalle verifiche svolte, ribadiscono dall'amministrazione comunale, "sono emerse diverse criticità", tra cui: il mancato pagamento del canone nei termini contrattuali; la mancata esecuzione completa degli interventi di manutenzione straordinaria previsti; la realizzazione di opere in assenza dei necessari titoli abilitativi".
Alla luce di tali elementi, il Comune ha avviato formalmente il procedimento di revoca, assegnando all'affidatario il termine del 31 marzo per la presentazione di osservazioni. "Sono arrivate controdeduzioni che non sono state ritenute idonee a superare le inadempienze riscontrate", sottolineano dall'amministrazione comunale.
"Il provvedimento finale adottato il 14 aprile 2026, tiene conto della gravità complessiva delle mancanze accertate, ritenute incompatibili con la prosecuzione del rapporto fiduciario e con la corretta gestione del servizio pubblico. L'amministrazione ha seguito sin dall'inizio la vicenda con la massima attenzione, operando nel pieno rispetto dei principi che regolano i contratti pubblici e i procedimenti amministrativi, garantendo trasparenza, contraddittorio e tempi certi". Da qui la decisione finale. Contestualmente alla revoca, è stata disposta: "la risoluzione del contratto di gestione; l'escussione della polizza fideiussoria per garantire il completamento degli interventi non eseguiti; la riconsegna dell'immobile al Comune entro 15 giorni."
Corsa contro il tempo per l’estate
L’escussione della polizza rappresenta l’unico "paracadute" per evitare che lo stabilimento resti un cantiere aperto a pochi passi dall’estate. Con la riconsegna dell’immobile fissata entro 15 giorni, gli uffici comunali puntano a utilizzare quelle somme per affidare d’urgenza i lavori rimasti in sospeso e sanare le opere realizzate senza titoli abilitativi.
"Un atto dovuto per garantire la continuità del servizio e la valorizzazione del bene" – sottolineano per questo dal palazzo comunale di piazza Matteotti - La gravità delle mancanze, che includono anche il mancato pagamento dei canoni, ha reso impossibile la prosecuzione del rapporto fiduciario, spingendo il Comune a usare il pugno di ferro".
Verso un nuovo bando
Mentre i legali preparano quella che è a tutti gli effetti una guerra sul litorale, la città guarda con preoccupazione al futuro della struttura. Il recupero forzoso delle garanzie fideiussorie è per il Comune di Tarquinia il primo passo per rimettere "in bonis" lo stabilimento e presentarlo, possibilmente con una nuova gestione o una soluzione ponte, ai turisti e ai cittadini per la stagione 2026.
La partita, dunque, si muove sia sul campo amministrativo e sia su quello finanziario: il Comune di Tarquinia non intende lasciare il conto delle inadempienze sulle spalle della collettività.
"L’amministrazione comunale – assicurano dal Comune - è già al lavoro per individuare le soluzioni più rapide ed efficaci per consentire la piena operatività della struttura in vista dell’imminente stagione estiva. L’obiettivo è quello di garantire la continuità del servizio e la valorizzazione dello stabilimento balneare comunale, assicurando standard adeguati per cittadini, operatori e turisti.
REVOCATA LA GESTIONE DELLO STABILIMENTO BALNEARE
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