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Tarquinia, revocata la gestione dello stabilimento balneare comunale Bonita all'Arsenale

Il Comune risolve il contratto a pochi giorni dall’avvio della stagione 2026: inadempienze finanziarie, lavori mai eseguiti e spettro di abusi edilizi. L'avvocato Massone: "Prendo atto di una decisione ingiusta, illogica e totalmente immotivata. Con i miei avvocati siamo molto sereni e fiduciosi di ribaltare velocemente la questione per garantire a tutti una splendida stagione che inopinatamente viene messa a rischio"

Tarquinia,  revocata la gestione dello stabilimento comunale Bonita all'Arsenale

Bonita stabilimento comunale Tarquinia

Non c’è pace per lo stabilimento balneare comunale di Tarquinia. Con una mossa decisa che sembra segnare un punto di non ritorno nei rapporti tra l’amministrazione comunale e i concessionari privati, il responsabile del servizio ha siglato la determinazione n. 539 di oggi, 14 aprile 2026, disponendo la risoluzione del contratto (Rep. 1021/2025) e la contestuale revoca dell’affidamento del servizio di gestione dello stabilimento balneare comunale.

Il destinatario del provvedimento è il Raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) denominato "Bonita", guidato dalla mandataria L’Arsenale S.r.l. di Roma, facente capo ad Angelo Massone. Un sodalizio che avrebbe dovuto gestire la struttura nel triennio 2025-2027, ma il cui rapporto con l'ente, secondo l'amministrazione comunale, si sarebbe incrinato irreversibilmente dopo una sola stagione.

LA DETERMINA

Le tre "spine" nel fianco della gestione

Un presunto "buco" del canone: nonostante la scadenza fissata al 30 settembre 2025, la società avrebbe versato i 12.400 euro dovuti per la scorsa stagione solo il 30 marzo 2026, ovvero dopo aver ricevuto il preavviso di revoca. Un ritardo di sei mesi che il Comune definisce di "particolare gravità", temendo per la tenuta finanziaria delle prossime annualità.

I lavori "fantasma": in sede di gara, il Bonita aveva promesso una ristrutturazione completa al 100% delle strutture prima dell'apertura 2025. Secondo l'ente, tali opere di manutenzione straordinaria non sarebbero state realizzate secondo le modalità previste dal capitolato.

L'ombra dell'abusivismo: a pesare come un macigno ci sarebbe anche l'accertamento della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, che avrebbe rilevato la realizzazione di opere senza i necessari titoli abilitativi demaniali e urbanistico-edilizi.

La difesa dell'Arsenale e l'annuncio di una battaglia legale 

Prendo atto di una decisione ingiusta, illogica e totalmente immotivataCon i miei avvocati siamo molto sereni e fiduciosi di ribaltare velocemente la questione per garantire a tutti una splendida stagione che inopinatamente viene messa a rischio

Nelle osservazioni presentate il 31 marzo, la società L’Arsenale S.r.l. ha tentato di smontare le accuse. Sul fronte dei pagamenti, ha attribuito la morosità alle difficoltà interne nate dall'esclusione di un partner del raggruppamento (la Imperial Club S.r.l.). Per quanto riguarda i lavori, la difesa ha sostenuto che gli interventi effettuati fossero di "mero ripristino" di opere già esistenti e che fossero stati eseguiti ulteriori lavori non previsti ma necessari. "Prendo atto di una decisione ingiusta, illogica e totalmente immotivataCon i miei avvocati siamo molto sereni e fiduciosi di ribaltare velocemente la questione per garantire a tutti una splendida stagione che inopinatamente viene messa a rischio. Il sottoscritto e la società che rappresento - afferma oggi l'avvocato Massone - sono totalmente adempienti nei confronti del Comune di Tarquinia con il quale ci confronteremo in tutte le sedi civili, amministrative e penali, se necessario."

Il verdetto del Comune: osservazioni non accoglibili

L'amministrazione è inflessibile. Nella determina si legge chiaramente che i lavori effettuati dal gestore non erano stati né concordati né autorizzati dal Rup (Responsabile Unico del Procedimento). Il Comune sottolinea un concetto cardine: gli interventi promessi in gara avevano lo scopo di risanare la stabilità dei fabbricati e non potevano essere "surrogati" con altri interventi decisi arbitrariamente dal privato.

 la responsabilità del raggruppamento nei confronti dell'ente pubblico è solidale. In sintesi, se un partner viene meno, la capogruppo deve garantire il servizio e i pagamenti senza soluzione di continuità

Inoltre, la giustificazione legata all'esclusione della ditta mandante è stata bollata come irrilevante: per il Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), la responsabilità del raggruppamento nei confronti dell'ente pubblico è solidale. In sintesi, se un partner viene meno, la capogruppo deve garantire il servizio e i pagamenti senza soluzione di continuità.

Verso l'estate 2026: quale futuro per lo stabilimento?

La revoca del contratto, avvenuta proprio a metà aprile, apre un'incognita sulla stagione balneare ormai alle porte. Il Comune si trova ora nella necessità di garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale, probabilmente attraverso un affidamento d'urgenza o lo scorrimento della graduatoria precedente, se possibile.

Resta inoltre l'incognita legale: la società L’Arsenale S.r.l. impugnerà la determinazione davanti al Tar, aprendo un contenzioso che potrebbe trascinarsi per mesi, ai danni dei cittadini di Tarquinia. Possibile l'ottenimento di una sospensiva che permetterebbe alla società di garantire la stagione estiva con l'operatività fino a settembre.

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