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GUARDIA DI FINANZA

Officina “fantasma” da 600mila euro: scoperto un meccanico con una doppia contabilità

Avrebbe effettuato riparazioni in nero con uno sconto 20 per cento ai clienti per evitare le tasse, denunciato il titolare

Scoperto un meccanico con una doppia contabilità

finanza Viterbo

Scoperto un meccanico con una doppia contabilità. Avrebbe evaso 600mila euro. L'uomo è stato denunciato nell’ambito di un servizio in materia di abusivismo commerciale e contrasto all’evasione fiscale condotto dalla guardia di finanza di Viterbo.

Durante le attività ispettive presso l’autofficina, parallelamente alle scritture contabili ufficiali, è stata trovata copiosa documentazione “c.d. parallela”, utilizzata esclusivamente per quella clientela che saldava le riparazioni in contanti.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’espediente messo in atto dal titolare era tanto semplice quanto vantaggioso per lui e per la clientela. "Anche attraverso l’ausilio di rivenditori compiacenti - spiegano i finanzieri - che avrebbero fornito le parti di ricambio in assenza della prevista documentazione contabile, le riparazioni, che venivano saldate in contanti e in “nero” ricevevano uno sconto che, hanno accertato i militari, si poteva apprezzare in circa il 20 per cento".

Tale distorsivo meccanismo, secondo la guardia di finanza, ha prodotto una sistematica evasione d’imposta con un’evidente concorrenza sleal nei confronti degli altri operatori del settore che rispettano le regole.

Stando agli accertamenti delle fiamme gialle, le dichiarazioni presentate dalla ditta per tutti gli anni sottoposti a controllo, sono risultate “infedeli” e sono state accertate maggiori operazioni imponibili non dichiarate pari a circa 600 mila euro.

La documentazione comprovante la doppia contabilità è stata sottoposta a sequestro ed il titolare dell’officina è stato segnalato all'autorità giudiziaria per reati in materia di imposte sui redditi e Iva.

Presunzione di innocenza: Per indagato si intende una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale. Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza, fino al terzo grado di giudizio, che si basa sull’articolo 27 della Costituzione italiana, secondo il quale una persona “Non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.  La direttiva europea n 343 del 2016, recepita con la legge delega n 53 del 2021 stabilisce che "nessun indagato possa essere considerato come colpevole prima che nei suoi confronti venga emessa una sentenza di condanna".

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