Racconti dell'aria
La denuncia
28 Marzo 2026 - 15:55
CERVETERI – Ora sulla gattina uccisa in centro si passa alle azioni legali. Per non far calare il sipario sulla morte di Signorina la sindaca annuncia di essersi rivolta alle forze dell'ordine per ottenere giustizia.
«Chi si macchia di una tale crudeltà verso un essere indifeso» – sostiene Elena Gubetti - «è un pericolo per tutta la comunità. Voglio rassicurarvi che le istituzioni sono già al lavoro.»
«Ho già provveduto a inviare una nota ufficiale al comando di Polizia Locale, ai carabinieri di Cerveteri e al commissariato di Ladispoli». Le telecamere del centro storico sono già al vaglio degli inquirenti per dare un nome ai responsabili di questa atrocità. Andremo fino in fondo. Chi ha compiuto questo massacro deve rispondere davanti alla legge e alla coscienza di una città intera».
La micia è stata trovata senza vita sotto a una macchina dopo essere stata pestata, pare, da un gruppo di giovani minorenni.
«Sapere che è stata massacrata a calci – aggiunge - e che il suo corpicino privo di vita è stato ritrovato vicino alle scalette della chiesetta di Sant'Antonio, è un atto di una barbarie immonda. È una violenza efferata che ci disgusta e che non può trovare cittadinanza a Cerveteri».
Non si dà pace il primo cittadino. «Provo un dolore profondo e un'indignazione che fatico a contenere» – spiega nel messaggio sulla personale pagina di Facebook –. Tutti noi eravamo abituati a vedere la piccola Signorina accoccolata al sole in piazza Risorgimento. Era una presenza serena, un piccolo dettaglio di bellezza e fiducia nel cuore del nostro centro storico. Era, a tutti gli effetti, un' abitante amata della Boccetta. Per qualsiasi segnalazione riguardante questo caso o altri episodi di violenza e degrado, invito caldamente ogni cittadino a telefonare sempre al 112, piuttosto che chiamare direttamente le singole caserme».
La zona dove Signorina è stata presa a calci
Centinaia e centinaia se non migliaia i commenti di indignazione. Particolarmente sentito il discorso di Fareambiente Ladispoli.
«Quello che è accaduto nella nostra vicina Cerveteri – scrivono le zoofile - è qualcosa di terribile e disumano. Non esistono parole che possano lenire o mitigare il nostro pensiero sulla vicenda, perché la violenza contro gli animali non ammette giustificazioni né attenuanti. Chi compie gesti del genere non colpisce solo un essere dolce e indifeso, ma ferisce profondamente l'intera comunità e i valori di rispetto e civiltà su cui dovrebbe basarsi la nostra società».

La gattina con la criminologa Corsaletti
I volontari ladispolani non si danno pace. «Una gattina presa a calci e morta a seguito di atroci percosse non può lasciarci indifferenti. Mentre scriviamo, a stento riusciamo a continuare, sembra come se i lamenti di quella povera bestiolina riecheggino ancora. Come quella notte, in cui è impossibile che si sia consumato un tale assassinio e nessuno se ne sia accorto. Non possiamo restare indifferenti, non dobbiamo abituarci. Il silenzio è complicità.»
Sul caso sono intervenute associazioni, politici, cittadini e anche criminologi, come Linda Corsaletti che con Signorina aveva un legame profondo, così come tutti i commercianti del centro storico di Cerveteri.
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