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Il fattaccio

Addio a Signorina, la gattina di tutti: «Uccisa brutalmente nel centro storico»

L’indignazione dei residenti e anche della sindaca di Cerveteri

Addio a Signorina, la gattina di tutti: «Uccisa brutalmente nel centro storico»

CERVETERI – Signorina non c'è più. Era la gattina del centro storico, amava farsi coccolare da tutti. Qualcuno però ha pensato bene di aggredirla, di prenderla a calci, fino ad ammazzarla.

Incredulità, rabbia, nel rione Boccetta, in pieno centro storico. È una storia questa che ha indignato a dir poco i residenti che hanno manifestato il loro dissenso sui social.

Non ci sono video che possano testimoniare la barbaria nei confronti della povera micia, ed è stato purtroppo vano il tentativo di un passante di prendere la gattina ritrovata tramortita sotto una macchina e portarla dal veterinario per salvarla. Ormai, per Signorina, non c'era più niente da fare.

Già da tempo gli abitanti segnalano episodi di vandalismo, schiamazzi notturni, danni. Stavolta però si è toccato il fondo.

«Mia cara Signorina rimarrai per sempre nei cuori, tu che sei sempre stata l'esempio di intelligenza, di rispetto e di amicizia verso chiunque ti regalava un briciolo di attenzione. Ho saputo che qualcuno ti ha preso a calci, ti ha scambiato forse per un pezzo di carta o qualcosa che dava fastidio. Chi può avere il coraggio di fare un tale gesto? Quale può essere il motivo che ha indotto questa azione? Mi chiedo perché e non trovo risposta purtroppo. Questa è davvero una triste storia, piena di odio. Un disastro per la nostra società, chi fa del male agli animali non è degno di nulla, chi non ha rispetto per gli animali non ha rispetto neanche per sé stesso. Ora so solo che non ti vedrò più. Ci mancherai. Spero che tu non abbia sofferto troppo piccolina», scrive Antonella tra tantissimi commenti. 

Arriva la presa di posizione istituzionale. «Sono profondamente scossa - è quanto detto da Elena Gubetti - quello che è successo nel centro storico non è una bravata, è un atto di crudeltà gratuita che non trova alcuna giustificazione. Quando dei ragazzi arrivano a infierire con tale rabbia e aggressività su un piccolo essere indifeso, che era la gatta di tutti e un simbolo della Boccetta, significa che c'è un corto circuito educativo su cui dobbiamo riflettere seriamente, come comunità e come famiglie. Resta il silenzio e una grande amarezza per un gesto che offende profondamente la nostra sensibilità civile».

Interviene pure Linda Corsaletti, criminologa. «Esprimo profonda preoccupazione non solo per la gravità del singolo atto – scrive pubblicamente – ma anche per il contesto in cui esso si inserisce. Dalle informazioni disponibili, non si tratterebbe di un caso isolato, bensì dell'ennesimo episodio di violenza e maltrattamento nei confronti di animali sul territorio. Chiunque sia a conoscenza di informazioni utili è invitato a segnalarle alle autorità competenti».

Linda Corsaletti con la gattina ancora viva

La riflessione si concentra poi sul legame, evidenziato da studi criminologici e psicologici, tra maltrattamenti sugli animali e i profili di pericolosità sociale. «La letteratura criminologica e psicologica internazionale – scrive Corsaletti – è concorde nell’individuare un nesso significativo tra violenza sugli animali e pericolosità sociale. I soggetti che compiono tali atti manifestano frequentemente caratteristiche quali assenza di empatia, incapacità di provare rimorso e tendenza a normalizzare la sofferenza altrui».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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