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AMMINISTRATIVE 2026

Sei candidati per una poltrona da sindaco di Santa Marinella tra strappi e civismo

Il punto sulla frammentazione politica

 Sei candidati per una poltrona da sindaco di Santa Marinella tra strappi e civismo

I candidati sindaco di Santa Marinella

Santa Marinella si avvicina alle elezioni di maggio con il fiato corto e una frammentazione che raramente si era vista prima d’ora. Dopo lo scossone dello scorso novembre, che ha portato alla caduta anticipata della giunta e al successivo commissariamento, ci si incammina verso le prossime elezioni amministrative alla ricerca di un nuovo assetto politico.

La strada verso il palazzo comunale è affollata: sei candidati sindaco, ognuno con una ricetta diversa e una coalizione che riflette le profonde mutazioni della politica locale.

La scena attuale è caratterizzata da una marcata polverizzazione dei consensi, ogni schieramento porta con sé una visione differente, sostenuta da coalizioni che testimoniano la profonda mutazione e in molti casi la crisi delle appartenenze tradizionali. Alla luce delle ultime presentazioni ufficiali, il quadro che emerge è quello di un panorama molteplice e frastagliato. Facciamo il punto.

Al centro della scena c'è il tentativo del centrodestra di riprendersi la città, ma lo fa presentandosi diviso. Da una parte troviamo Damiano Gasparri, il medico in pensione che ha incassato l'appoggio dei simboli pesanti (Fratelli d’Italia, Udc, Lega e Forza Italia). La sua è una scommessa sulla solidità dei partiti e sulla sua figura, vista come un elemento di rassicurazione per l'elettorato. Dall'altra, però, l'ex senatrice Mariarosaria Rossi agita le acque con la lista "Noi Moderati", raccogliendo i dissidenti del direttivo locale di FdI. È qui che si gioca la partita più sottile: una vera e propria fronda interna che mette a nudo le tensioni tra le direttive romane e i volti storici del territorio.

In questo scenario già complesso, a sparigliare le carte ci pensa Alessio Manuelli, sostenuto da un fronte trasversale fatto di professionisti, cittadini ed esponenti politici, che punta su un nuovo metodo di governo, rimettendo al centro dell'agenda politica le vere esigenze della città. È il porto sicuro per chi è stanco di decisioni calate dall'alto. Il candidato Emanuele Minghella gioca la carta della memoria amministrativa. Sostenuto da Pd, Casa Riformista e liste civiche, la sua sfida sarà la più complessa: convincere i cittadini che la sua proposta non sia il ritorno a uno schema già naufragato, bensì una ripartenza consapevole. In questo scenario, si inseriscono le figure di Daniele Renda (Alleanza Verdi e Sinistra) che punta a intercettare il voto della sinistra radicale e ambientalista e Stefano Marino, la voce dell'opposizione dura e pura, in antitesi a tutto il sistema politico tradizionale.

Con sei nomi in campo, la dispersione del voto è una certezza matematica. L'impressione è che la vera campagna elettorale inizierà solo dopo il primo turno, quando la politica dei "pacchetti di voti" e degli apparentamenti dovrà trasformare questa frammentazione in una maggioranza di governo. Santa Marinella aspetta, sospesa tra il desiderio di voltare pagina e la paura di un nuovo stallo.

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