Racconti dell'aria
il caso
25 Marzo 2026 - 12:24
Mentre a Piazza Regina Margherita il cantiere corre e l’intervento entra nella sua fase più visibile, dagli atti emerge un’altra criticità che rischia di pesare sul restyling da 3 milioni di euro finanziato con fondi Pnrr: la presenza di amianto nel vecchio chiosco in attesa di demolizione.
Non l’intero progetto del nuovo polo alimentare, ma una parte precisa e delicata del cantiere, quella legata alla rimozione e allo smaltimento di materiali pericolosi.

Il nodo riguarda un serbatoio da 1.000 litri con coperchio e circa 50 metri quadrati di copertura in lastre ondulate contenenti amianto. Il primo affidamento, disposto dal Comune a gennaio, era stato assegnato a una ditta per 5.490 euro complessivi. Poi però quella procedura si è fermata: la società incaricata ha rinunciato all’esecuzione del servizio e l’amministrazione è stata costretta a ripartire da zero con un nuovo affidamento, formalizzato il 13 marzo, questa volta per 8.418 euro complessivi. Tradotto: quasi 3mila euro in più e un passaggio amministrativo aggiuntivo.
È questo il punto che rischia di trasformarsi in una nuova tegola per Piazza Regina Margherita. Perché la bonifica dell’amianto - secondo il Comitato Salviamo gli alberi - non è un aspetto secondario, ma un passaggio obbligato prima di andare avanti su una parte delle lavorazioni. E perché la sequenza degli atti racconta una difficoltà concreta: il Comune ha dovuto riorganizzare la procedura in corsa, cambiando ditta, Cig e importo, pur di non lasciare scoperto il servizio.
La ricostruzione documentale della vicenda è stata portata all’attenzione delle autorità da Roberta Galletta - che ha allertato autorità civili e sanitarie con una pec-, che ha seguito gli atti e ne ha ordinato la cronologia insieme al Comitato e ad un tecnico. Il quadro che emerge è lineare: a fine dicembre arriva il primo preventivo; il 26 gennaio scatta il primo affidamento; il 4 febbraio la ditta rinuncia; l’11 marzo arriva l’offerta del nuovo operatore; il 13 marzo viene chiuso il secondo affidamento con copertura contabile. Una trafila che, senza entrare nei tecnicismi, dice una cosa semplice: un problema emerso in cantiere non è stato risolto al primo colpo e ha imposto un nuovo passaggio amministrativo.
Tutto questo accade mentre nella piazza i lavori vanno avanti a ritmi sostenuti e l’area resta al centro di una delle partite urbane più delicate della città, tra mercato, viabilità, transenne e disagi. Il rischio, adesso, è che la vicenda dell’amianto nel vecchio chiosco diventi un altro fronte aperto dentro un’opera già segnata da tensioni, polemiche e tempi osservati con il fiato corto. Perché, come sottolinea Galletta, «è necessario fermare il cantiere perché c'è un pericolo oggettivo per la salute delle persone».
Primi controlli sono arrivati in mattinata ma per il Comitato è necessario bloccare tutto e bonificare prima di procedere.
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