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Alberi mercato, il cantiere accelera: obiettivo chiudere in giornata

Cinque già abbattuti e presidio ancora attivo. Giannini mostra un tronco compromesso: «Non intervenire significherebbe mettere a rischio le persone»

Alberi giù in piazza, il cantiere accelera: obiettivo chiudere in giornata

Dopo la giornata di tensione e il presidio davanti al cantiere, ieri mattina a Piazza Regina Margherita è cominciato il taglio degli alberi. Intorno alle 7.30 la ditta incaricata ha avviato le operazioni sui primi rami dei lecci all’interno dell’area interessata dal restyling da circa 3 milioni di euro finanziato con fondi Pnrr. A fine giornata gli alberi già abbattuti erano cinque, ridotti ormai a tronchi mozzati in attesa che un camion rimuova anche i fusti rimasti. La ditta, secondo quanto emerso sul posto, punterebbe a chiudere già oggi con gli altri interventi, anche se il cronoprogramma ufficiale parla di 30 giorni lavorativi per completare il taglio.

È il passaggio più delicato e divisivo di una vicenda che da mesi spacca la città tra perizie contestate, raccolte firme, proteste, ricorsi annunciati e nodo sicurezza. Il dato più pesante resta quello già emerso nei giorni scorsi: dei 16 alberi presenti in piazza, 15 lecci e un olmo, soltanto 2 sarebbero destinati a salvarsi. Restano così al centro dello scontro il sacrificio di quasi tutto il patrimonio arboreo esistente e l’impatto concreto su un’area che da mesi vive tra transenne, stallo, disagi e un mercato che continua a pagare il prezzo più alto.

Nel pomeriggio l’agronomo del Pincio Andrea Ricci si è recato a Piazza Regina Margherita insieme all’assessore all’Ambiente Stefano Giannini e ai consiglieri di AVS per incontrare il Comitato e svolgere un sopralluogo. Da una verifica effettuata all’interno del cantiere sui rami e sui tronchi già abbattuti, Ricci avrebbe confermato che gli alberi fossero ormai compromessi, rafforzando così la linea dell’amministrazione comunale. Una posizione che Giannini ha ribadito pubblicamente anche con un post accompagnato dalla foto del tronco di uno degli alberi tagliati: «Guardare un albero abbattuto fa male. È normale. Ma questa foto racconta qualcosa che da fuori non si vede: un albero che sembrava sano era in realtà vuoto e compromesso all’interno». L’assessore ha richiamato anche «una perizia dell’Università della Tuscia» e ha aggiunto che «non intervenire significherebbe mettere a rischio le persone». Nello stesso messaggio Giannini ha rivendicato la scelta del Comune sul piano della sicurezza, assicurando che «pianteremo 12 lecci adulti nella Piazza» e «circa 60 alberi nel resto della città».

Ma il fronte del no non arretra. Il Comitato Salviamo gli Alberi ha mantenuto il presidio per tutta la giornata, tra cittadini, attivisti e passanti che hanno assistito al taglio, e il sit-in potrebbe proseguire anche nella notte. Il punto più contestato resta quello della ripiantumazione.

Secondo il Comitato, del progetto «non ci sarebbe traccia» negli atti e proprio su questo passaggio si starebbe preparando una lettera tramite legali per tentare di fermare l’abbattimento. Sulla vicenda pesa anche una diffida presentata da un tecnico per la verifica della documentazione e, dopo l’avvio del taglio, il fronte legale si starebbe ulteriormente irrigidendo. Risultano poi un esposto presentato da Roberta Galletta e Simona Ricotti e altre iniziative istruttorie sulla documentazione.

Ieri c’è stato anche un sopralluogo della Asl Roma 4 e, stando a quanto emerso, il cantiere sarebbe risultato regolare sotto il profilo sanitario. Resta però la coda politica di una giornata già pesante. Durante un blitz in Consiglio comunale del Comitato e di alcuni attivisti, secondo i presenti, le richieste di intervento sarebbero state ignorate. A far discutere sarebbe stato anche il gesto del sindaco Marco Piendibene, che con la mano avrebbe invitato Roberta Galletta ad andare via, impedendo di fatto un confronto in aula. Sullo sfondo resta una piazza bloccata da mesi, con il commercio stretto tra lavori, incertezza e timori per la sicurezza. E con il rischio, già ventilato, della chiusura di alcuni banchi intorno all’area interessata dall’abbattimento. La sensazione, a questo punto, è che la partita sugli alberi non si fermerà alle motoseghe ma sia destinata a proseguire nelle carte, negli esposti e in un nuovo braccio di ferro politico e legale nei prossimi giorni.

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