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RISANAMENTO

Pci Tarquinia: «Serve un piano concreto per la città»

Il Partito Comunista invita il sindaco Francesco Sposetti al confronto Appello al dialogo: «Mettere da parte le bandiere per il bene della comunità»

Pci Tarquinia: «Serve un piano concreto per la città»

Immobili fatiscenti

Un appello diretto, ma tutt’altro che accondiscendente. Il Partito Comunista di Tarquinia interviene nel dibattito cittadino e si rivolge al sindaco Francesco Sposetti proponendo un confronto aperto sul futuro della città.

Sul tavolo, una proposta che punta al risanamento urbano e sociale, con particolare attenzione ai quartieri più fragili e al centro storico.

Non si tratta di una cambiale in bianco, ma di un atto di responsabilità verso i cittadini

Il segretario provinciale Pci Luigi Caria

Il cuore della proposta riguarda un intervento strutturale sulla città, capace di andare oltre il semplice restyling estetico.

Tra le priorità indicate c’è il recupero dell’invenduto e degli immobili abbandonati, una questione che incide direttamente sulla vivibilità e sulla sicurezza urbana.

«È necessario un censimento rigoroso degli edifici fatiscenti nel centro storico – spiega Nicolò Parrino – per trasformarli da zone d’ombra in opportunità abitative o culturali».

Altro punto centrale è quello della trasparenza amministrativa. Il Partito Comunista chiede un monitoraggio costante dei bandi pubblici e delle procedure, con l’obiettivo di evitare dispersioni e garantire che le risorse siano indirizzate verso le reali necessità del territorio. Una richiesta che si inserisce in un contesto in cui la gestione dei fondi pubblici rappresenta uno snodo cruciale per lo sviluppo locale.

Non meno importante il tema del bene comune. Investire sul decoro urbano e sui servizi essenziali, secondo il partito, significa restituire dignità ai quartieri e rafforzare il senso di comunità. Un approccio che lega la qualità degli spazi pubblici alla coesione sociale.

L’apertura nei confronti dell’amministrazione guidata da Sposetti si configura così come una sfida politica: costruire un terreno condiviso senza annullare le differenze. «Resta ora da vedere – conclude Parrino – come la giunta accoglierà questa disponibilità al dialogo tecnico e politico».

In una fase complessa per Tarquinia, il messaggio è chiaro: il confronto è possibile, ma dovrà tradursi in azioni concrete.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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