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il taglio del nastro

Il parcheggio del tribunale intitolato al giudice Rosario Livatino

Questa mattina l'inaugurazione alla presenza delle autorità cittadine

Il parcheggio del tribunale intitolato al giudice Rosario Livatino

"Parcheggio Rosario Livatino. Magistrato assassinato dalla mafia. Beato e martire della giustizia. (1952-1990)" Così recita la targa scoperta questa mattina dal sindaco Marco Piendibene e dal presidente f.f. del Tribunale Francesco Filocamo con la quale è stato ufficialmente intitolato il parcheggio del tribunale al giudice assassinato dalla mafia a soli 37 anni.

Alla cerimonia hanno preso parte le autorità civili e militari cittadine, le forze dell'ordine, assessori, consiglieri comunali e rappresentanti di Fratelli d'Italia, tra cui l'ex consigliere Vincenzo Palombo, promotore della mozione approvata nella precedente consiliatura guidata dal sindaco Tedesco.

L'evento si è aperto con una delle frasi più note del magistrato: “Nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili”, scelta come cornice ideale di una giornata dedicata non solo alla memoria, ma anche alla responsabilità istituzionale.

Nel suo intervento, il sindaco Piendibene ha sottolineato il valore civile dell'intitolazione, ricordando come Livatino abbia incarnato una “giustizia intesa come servizio e assunzione di responsabilità”. Il primo cittadino ha richiamato il rigore professionale e umano del magistrato, evidenziando che “i luoghi pubblici non sono mai neutrali: parlano del rispetto e dei valori che una comunità decide di onorare”. Da qui l'impegno dell'amministrazione a riqualificare il parcheggio, restituendogli decoro e una migliore organizzazione, “affinché i luoghi della giustizia siano sempre all'altezza della fiducia tra Stato e cittadini”.

Molto intenso anche l'intervento dell'avvocato Angelo Salvi, del centro studi Livatino, che ha rimarcato la differenza tra “operatori del diritto” e “operatori di giustizia”, ricordando come il giudice siciliano avesse consapevolezza che dietro ogni fascicolo ci sono persone. “Il suo altissimo senso del dovere – ha detto – nasceva da una profonda fede che lo muoveva su una doppia direttrice: una verticale verso Dio e una orizzontale verso gli uomini”. Salvi ha rievocato l'atteggiamento di Livatino anche nel momento più drammatico, davanti alla morte: “Chi crede prega, chi non prega tace”. Un approccio rispettoso, che ne fa un testimone credente e credibile, imitabile perché capace di vivere in modo straordinario le cose quotidiane.

La mozione di Fratelli d'Italia - Presentata dal gruppo consiliare di FdI nella scorsa consiliatura, è stata approvata all'unanimità il 24 aprile 2023 e poi recepita dalla Giunta Tedesco. “Una decisione di grande valore simbolico e civile – ha dichiarato Palombo – che rende omaggio a un magistrato assassinato dalla mafia, beato della Chiesa e martire della giustizia, capace di unire credenti e laici”. Il rappresentante di FdI ha inoltre sottolineato il valore trasversale dell'iniziativa: “Questa intitolazione è il frutto di un lavoro condiviso tra amministrazioni di diverso orientamento politico: un segnale prezioso di unità in un tempo di forti contrapposizioni”. E ha ringraziato l'attuale maggioranza per aver portato a compimento il percorso avviato: “Un risultato di cui essere orgogliosi, non solo come partito, ma come comunità”.

Da oggi, dunque, il parcheggio del Tribunale porta il nome di Rosario Livatino, un uomo che ha fatto della giustizia il proprio cammino quotidiano. Un esempio ancora capace di parlare al presente, come sottolineato nel corso dei diversi interventi, ricordando che legalità e responsabilità restano fondamenti irrinunciabili della vita civile.

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