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Santa Marinella

​Ex Piscina di via Aurelia: dopo il rogo esplode la rabbia. "Anni di promesse, ora solo cenere"

Le fiamme hanno distrutto il tetto in legno

​Ex Piscina di via Aurelia: dopo il rogo esplode la rabbia. "Anni di promesse, ora solo cenere"

Il giorno dopo l'incendio che ha interessato l'ex piscina comunale di via Aurelia, a Santa Marinella, l'odore di bruciato si mescola a quello dell'indignazione. Spente le fiamme dai Vigili del Fuoco della "Bonifazi", resta aperta la ferita di un degrado che i cittadini non sono più disposti a tollerare.

Secondo i primi rilievi, l'incendio non avrebbe un'origine dolosa legata alla struttura stessa, ma sarebbe scaturito dall'accensione di un fuoco per eliminare delle sterpaglie accumulate nell'area esterna. Una scintilla, complice il forte vento e il seccume, sarebbe poi sfuggita al controllo, avvolgendo rapidamente l'ex complesso sportivo.

L'ex piscina comunale oggi appare letteralmente scoperchiata. Sul lato che si affaccia direttamente sulla linea ferroviaria Roma-Civitavecchia, l'edificio risulta ora completamente aperto e privo di protezione. Questa condizione di vulnerabilità preoccupa i pendolari e i residenti. Senza più il tetto a garantire la stabilità di ciò che resta degli infissi e delle pareti, il rischio che detriti o materiali residui possano finire sui binari in caso di forte vento è concreto.

Lo sgomento degli abitanti di Santa Marinella corre soprattutto sui social. "È una storia che si ripete a ogni tornata elettorale" - commenta amaramente un residente - "Sentiamo parlare di nuovi progetti, centri polivalenti o riqualificazioni faraoniche, ma gli anni passano e la struttura è lì, abbandonata e pericolante". Ogni programma elettorale degli ultimi anni ha visto la piscina come protagonista di ambiziosi piani di recupero e promesse di nuove destinazioni d'uso. Oggi Santa Marinella si ritrova con uno scheletro di cemento a cielo aperto, pericolante e degradato.

Il rogo di ieri ha riacceso i riflettori anche sulla sicurezza dello stabile e di un tratto vitale per la viabilità della città. Ora la cittadinanza chiede risposte concrete: non più rendering o promesse da campagna elettorale, ma una bonifica immediata e una destinazione d'uso reale che ponga fine a anni di incuria.

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