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Cronaca

Topi a scuola, genitori in subbuglio

Le famiglie dei bambini dell'istituto comprensivo di Bassano Romano chiedono chiarezza sugli interventi di pulizia eseguiti

Topi a scuola, genitori in subbuglio

Genitori in subbuglio all’istituto comprensivo di Bassano Romano dopo la scoperta di un grosso topo morto nel bagno delle bambine nella mattina del 2 marzo scorso. Nonostante l’episodio, la scuola è rimasta regolarmente aperta e gli alunni sono stati fatti entrare alle 8,40, con il solo bagno interessato temporaneamente chiuso.

La situazione era già nota: il venerdì precedente era stata effettuata una derattizzazione nell’istituto.

Eppure, il lunedì mattina è comparso un topo morto nel bagno femminile, seguito nel corso della stessa giornata dalla chiusura anche del bagno maschile, dove erano stati rinvenuti escrementi. La scuola, tuttavia, non ha mai interrotto le attività didattiche, nemmeno per procedere a una sanificazione straordinaria degli ambienti.

A sollevare formalmente il caso è stato un genitore, che il 3 marzo ha inviato una pec alla Asl di Viterbo chiedendo un controllo urgente sulle procedure adottate e sullo stato igienico dell’istituto. Nella comunicazione, il genitore ha chiesto se fosse stato utilizzato del veleno. In tal caso, la presenza dei bambini nell’edificio avrebbe reso obbligatoria la chiusura immediata.

Il 5 marzo, un secondo messaggio segnalava il ritrovamento di ulteriori escrementi nei bagni. Sempre secondo il genitore le due l’una: o erano presenti altri roditori, oppure i locali non erano stati adeguatamente puliti e sanificati dopo il primo episodio. La procedura standard prevede infatti la chiusura per almeno 24 ore per il necessario arieggiamento degli ambienti.

L’11 marzo la Asl di Viterbo ha risposto con una lettera di poche righe, firmata dalla dottoressa Elisa D’Oca e dal direttore del dipartimento di prevenzione Nicola Ferrarini, limitandosi ad affermare di aver già adottato le misure di competenza, senza fornire alcun dettaglio sugli interventi effettuati. Una risposta ritenuta insufficiente dai genitori, alcuni dei quali hanno valutato di rivolgersi ai Nas.

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