Cronaca
13 Marzo 2026 - 17:41
È stato condannato a 3 anni e 4 mesi di relcusione Baris Kaya, il 23enne curdo arrestato il 3 settembre insieme ad Abdullah Atik, turco di 26 anni, a poche ore dal trasporto della Macchina di Santa Rosa.
Il giovane, difeso dall’avvocato Antonio Angelelli, era accusato di detenzione di armi clandestine. È stato giudicato dalla gip, Fiorella Scarpato, con rito abbreviato che gli ha consentito uno sconto di un terzo della pena. Il pm, Massimiliano Siddi, aveva chiesto una condanna a 4 anni di reclusione.
Estinto, invece, il reato per Abdullah Atik che lo scorso 5 febbraio si è suicidato nel carcere di Mammagialla impiccandosi alle sbarre della cella.
I due uomini erano stati fermati dalla polizia in un b&B a due passi dal monastero di Santa Rosa, poche ore prima del tradizionale trasporto della Macchina, circostanza che inizialmente aveva fatto temere un possibile attentato ed erano subito scattate le misure di sicurezza che avevano imposto l’avvio del trasporto a luci accese. Tuttavia gli accertamenti eseguiti nelle ore successive hanno escluso ogni collegamento con l’evento.
All’interno della struttura ricettiva gli investigatori avevano sequestrato diverse armi tra cui due pistole, una mitraglietta, tre caricatori e diverse munizioni calibro 9. Secondo gli investigatori, quelle armi sarebbero state destinate ad attività riconducibili alle due bande rivali, legate della criminalità turca, facenti capo ai boss Baris Boyun e Ismail Atiz, entrambi arrestati a Viterbo il 22 maggio 2024 il primo e il 25 agosto dell’anno scorso l’altro.
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