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05 Marzo 2026 - 13:34
13:42
Sul Corso Marconi spunta un “pascolo” improvvisato, con tanto di mucche, per raccontare – con ironia – una situazione che ormai da troppo tempo esaspera residenti e commercianti dei portici. Nelle ultime ore, in un’area transennata, qualcuno ha posizionato una fila di mucche di plastica all’interno del recinto, come a trasformare l’ennesimo “cantiere immobile” in una piccola fattoria urbana. Una trovata semplice, ma efficace: le foto hanno iniziato a girare sui social e, insieme alle risate, sono arrivati anche i commenti più amari.
Il messaggio è chiaro: tra transenne, nastri, restringimenti e spazi ridotti, muoversi – a piedi e in auto – è diventato complicato, mentre il colpo d’occhio restituisce un’idea di degrado che, per chi lavora e vive in zona, non sarebbe più tollerabile. Nei commenti c’è chi ricorda che nell’area delle “carcerette” di via Granari "l’accrocco2 sarebbe lì “da 6-7 anni”, tra sporcizia e ostacoli, e che solo dopo un episodio legato alla caduta di un pezzo di cornicione – raccontato come un rischio sfiorato per un passante – si sarebbe tornati a parlare di messa in sicurezza.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere metropolitano Antonio Giammusso, che punta il dito contro la distanza tra annunci e quotidianità: «Una città sporca, transenne ovunque», scrive, sostenendo che «la realtà sotto gli occhi dei cittadini è ben diversa». Nel mirino anche la manutenzione del centro e il tema della pulizia straordinaria, mentre il “pascolo” delle mucche diventa, suo malgrado, la foto-simbolo del momento.

Una protesta leggera nei toni, ma pesante nel contenuto: chiedere tempi certi e interventi concreti, prima che il Corso resti prigioniero di recinzioni e rattoppi. Una situazione che residenti e commercianti non sono più disposti a tollerare, un biglietto da visita indecoroso per le migliaia di crocieristi che da porta Livorno e Largo della Pace attraversano i portici trovandosi di fronte degrado, calcinacci che cadono, transenne e caos e non basta attendere i maxi progetti di riqualificazione - che sia quello di piazza Regina Margherita o quello legato all'accordo con il Demanio -, servono interventi concreti che rendano dignitosa la vita di cittadini e residenti: non si può predicare la vocazione turistica di Civitavecchia e lasciare situazioni simili in città.
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