Racconti dell'aria
22 Marzo 2025 - 19:18
26 Febbraio 2026 - 06:36
TARQUINIA - «E bravo il sindaco. Ha ascoltato il nostro consiglio e ha mollato la delega al Turismo, dopo nove mesi di nulla ha rispolverato nel ruolo Sandro Celli che della materia se ne era già occupato ai tempi di Mauro Mazzola ed ora aspettiamo di capire quale è la strategia, ad esempio se anche per il neo assessore il Lido deve restare un dormitorio in cui non disturbare i possessori di seconde case».
I consiglieri comunali d’opposizione Renato Bacciardi e Alberto Tosoni (gruppo Tarquinia civica) commentano le nuove deleghe assegnate dal sindaco Sposetti agli assessori. «Ora - dicono - sarebbe il caso che il sindaco assegni a chi ne ha le capacità anche la delega alla Cultura e badi bene non alla coltura, e magari si accorga che c’è bisogno anche di un assessore all’Urbanistica, individuando una persona competente, se necessario cambiando anche qualche assessore. Per il resto, la nuova suddivisione delle deleghe è il classico rimpasto stile manuale Cencelli per placare i malumori crescenti e malcelati della maggioranza».
«I cinque stelle in particolare fanno la voce grossa - analizzano i due consiglieri - dimostrando che erano i veri protagonisti del mal di pancia, mentre la sinistra aggiunge il poco al nulla che aveva già, confermando che sono loro i sacrificabili e che forse c’è già una stampella pronta. I veri bocciati di questa prima crisi sono i consiglieri comunali di maggioranza: per loro non c’è niente e se qualcosa arriverà saranno solo briciole o comparsate in qualche evento. In un momento complicato come quello attuale, il sindaco reputa opportuno che nessuno si occupi dell’ospedale e lui che prende posizione su tutto, anche sulle risse da stadio, tace o forse semplicemente non può parlare perché questi sono gli ordini di scuderia». «L’impressione - aggiungono - è che ci siano argomenti taboo come Talete, superstrada, fotovoltaico dove la politica, di certo non quella locale, ha messo il bavaglio al buon Francesco. Prendiamo anche atto che dai radar dell’amministrazione sono, di nuovo, sparite le Saline, messe nel dimenticatoio. Per non parlare di pianificazione del territorio e diPai. Aspettiamo fiduciosi che ci dia ragione e mantenga presso di sé solo la fascia e le forbici per tagliare il nastro. Altro crediamo non possa fare».
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