Racconti dell'aria
L’Arpa boccia la richiesta della giunta rinviando agli uffici regionali. Residenti pronti a formare un comitato
19 Febbraio 2025 - 10:00
26 Febbraio 2026 - 02:20
LADISPOLI – Non è neanche primavera e già esplode il caso “movida”. Il tema dei decibel approda in consiglio comunale dove l’opposizione incalza la maggioranza affinché si faccia chiarezza sulla possibilità di munire i vigili urbani di fonometri per procedere con i controlli nei locali. Tutt’altro che facile questa possibilità dopo la risposta di Arpa Lazio a palazzo Falcone: «La richiesta deve essere inoltrata agli uffici regionali competenti». Il comune ladispolano sarà ora costretto a provarci di nuovo per ottenere i tanti attesi dispositivi tecnici che potrebbero consentire ai vigili urbani di intervenire in modo diretto e qualificato contro l’inquinamento acustico. Un problema serio che scoppia durante l’estate in una città balneare che raggiunge 100mila abitanti. In particolar modo nell’ultima i residenti hanno protestato per il frastuono anche dopo l’orario consentito dall’ordinanza comunale (musica fino alle 2 nei fine settimana estivi nel centro urbano e addirittura fino alle 3 più in periferia). Lettere, esposti, petizioni popolari. Il delegato alla Polizia locale ha risposto in aula e ieri è intervenuto anche nella trasmissione “News and Coffee” «L’Arpa ha risposto chiaramente – sostiene Pierpaolo Perretta – e immaginavano che la richiesta dei fonometri andasse in questo modo ora vedremo le disponibilità e i costi per la figura di un tecnico ad hoc nel controllo e iscritto all’agenzia di protezione ambientale perché c’è anche questa disponibilità». La minoranza è in pressing. «Sul tema dell’inquinamento acustico – critica Gianfranco Marcucci, consigliere comunale del gruppo civico Ladispoli Attiva – la maggioranza resta ferma, mentre l’estate si avvicina. A distanza di mesi dall’approvazione all’unanimità di quella mozione, l’unica azione concreta dell’amministrazione è stata una lettera inviata all’ente regionale sbagliato. Di fronte a questa inerzia, chiediamo che si attivi subito nuovamente per ottenere una risposta dalla Regione sui fonometri o valuti le altre soluzioni previste nella mozione per fronteggiare il problema». Ci saranno ulteriori mozioni. «Sosterremo le preoccupazioni degli abitanti – prosegue Marcucci – e, proprio su loro richiesta, proporremo a breve in consiglio comunale di ridurre gli orari di diffusione sonora per l’estate 2025. Le famiglie sono esauste e daranno vita a un comitato a loro tutela. Ladispoli non può permettersi un altro anno di immobilismo».
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