Racconti dell'aria
casa circondariale
Bloccata dalla Polizia penitenziaria con cocaina e hashish. La giustificazione: «Volevo fargli passare un periodo meno duro»
12 Marzo 2023 - 14:00
03 Dicembre 2025 - 08:03
CIVITAVECCHIA – «Gli ho portato qualcosa per fargli passare un periodo meno duro qui in carcere».
Sarebbe questa l’assurda giustificazione fornita alla Polizia penitenziaria da una donna fermata subito dopo aver ceduto della droga al figlio detenuto presso la Casa Circondariale di Borgata Aurelia.
Una visita come tante, finita subito sotto la lente degli agenti per via di un atteggiamento strano assunto dalla mamma del detenuto, un ragazzo di Cerveteri arrestato non molto tempo fa per reati legati alla detenzione di armi. Il comportamento della donna, una 54enne, ha subito insospettito la Polizia penitenziaria, abituata per deformazione professionale a monitorare attentamente le stranezze di chi si presenta in carcere per fare visita a un parente detenuto, specie quando si cercano di eludere i controlli.
A un certo punto la donna avrà anche creduto di averla fatta franca, dal momento che è riuscita a consegnare gli stupefacenti al figlio. Ma gli operatori del dottor Egidio Giramma non sono certo degli sprovveduti e in pochi secondi hanno bloccato il detenuto, sottoponendolo a perquisizione. E a quel punto sono saltati fuori alcuni grammi di cocaina e hashish, gli stessi ricevuti pochi istanti prima da sua madre.
Una volta bloccata, la 54enne è stata interrogata dalla Polizia penitenziaria, i cui operatori sono rimasti di stucco di fronte alle giustificazioni fornite. Dopo aver ammesso di essere stata lei a introdurre droga in carcere abilmente occultata nelle parti intime, ha spiazzato tutti con una motivazione a dir poco singolare: «Ho portato qualcosa a mio figlio per fargli passare un periodo meno duro qui in carcere». E a conti fatti aveva ragione, poiché probabilmente il figlio non passerà altri periodi nel carcere di Civitavecchia. In questi casi, oltre alle conseguenze penali, il recluso rischia il trasferimento in una struttura detentiva diversa da quella nella quale ha commesso il reato.
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