Il sondaggio
la testimonianza
02 Marzo 2026 - 18:45
CIVITAVECCHIA - Da quasi sette anni vive a Doha, dove lavora come comandante di barca. Ma oggi, per il civitavecchiese Diego Di Brigida, l’orizzonte non è più quello dell’acqua, bensì quello segnato dalle scie dei missili e dal rumore delle esplosioni. «È troppo difficile stare qui ora», dice al telefono, con la voce segnata da notti interrotte e informazioni frammentarie. Ha già avvisato il suo armatore: appena si aprirà una finestra utile, tornerà in Italia, almeno per un periodo.
L’escalation in Medio Oriente, dopo l’avvio dei bombardamenti di Israele e Stati Uniti contro l’Iran (nella foto) e la successiva rappresaglia di Teheran, ha coinvolto anche i Paesi del Golfo. Secondo Al Jazeera, l’ondata di attacchi missilistici e con droni ha colpito Qatar, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti, provocando vittime e feriti.
Di Brigida racconta di aver iniziato a sentire le prime esplosioni sabato, «attorno alle 12.20, per più di 24 ore». Poi una pausa. «La notte scorsa è stata tranquilla. Hanno ripreso attorno alle 8 di oggi». Le informazioni circolano con difficoltà: «Qui non girano tanto. L’unica fonte è Al Jazeera, ma sono notizie filtrate». Nelle ultime ore si è parlato anche dell’aeroporto internazionale di Doha, indicato dalle autorità qatariote come possibile obiettivo. Il portavoce del ministero degli Esteri ha denunciato attacchi contro infrastrutture civili, spiegando che il sistema difensivo – tra i più efficienti della regione – ha intercettato e abbattuto numerosi missili e droni. «Mezz’ora fa (poco dopo le 17 ndr) hanno abbattuto due aerei che hanno provato a violare lo spazio del Qatar», riferisce Diego. «E anche missili e droni». Questa mattina però un missile sarebbe caduto in città. La percezione, racconta, è quella di una tensione costante. In città «non gira più nessuno». Lui è chiuso in casa da due giorni: «È un posto sicuro, ma non abbastanza». Anche il ritmo del sonno è saltato, in base a quelli che sono gli alert e gli attacchi che si verificano. L’aver visto nelle settimane scorse il rafforzamento di forze navali e aeree faceva presagire che qualcosa sarebbe accaduto. Ora la situazione, dice senza enfasi, «è grave». E in Italia, aggiunge, «non si ha bene la percezione di quanto stia accadendo qui». Il comandante guarda le rotte e aspetta che riaprano i voli. Non una fuga, ma una pausa necessaria.
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