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L'intervento

«Donna Olimpia, individueremo uno spazio idoneo per i reperti»

L’assessore Antoniozzi dopo il crollo del tetto e la decisione della Soprintendenza di spostare i ritrovamenti archeologico a Oriolo Romano

«Donna Olimpia, individueremo uno spazio idoneo per i reperti»

I reperti archeologici etruschi dell’Acquarossa ospitati nel palazzo Donna Olimpia dovrebbero tornare a Viterbo.

L’assessore alla cultura, Alfonso Antoniozzi, interviene sulla questione dopo che, nei giorni scorsi, la Soprintendenza, in seguito a un sopralluogo, aveva annunciato la volontà di trasferirli nei depositi di Oriolo Romano per proteggerli dallo stato di degrado in cui versa l’immobile. Un trasloco che l’assessore alla cultura non legge affatto come uno “scippo”.

«A seguito del crollo del tetto del palazzo Donna Olimpia, all’interno del quale erano da tempo depositati reperti provenienti dagli scavi del sito archeologico Acquarossa, si è reso necessario intervenire con la massima urgenza per garantirne la piena tutela» dice Antoniozzi.

L’assessore ringrazia la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, che ha dimostrato ancora una volta grande attenzione istituzionale e concreta capacità operativa.

Antoniozzi spiega che «la Soprintendenza ha offerto la disponibilità a prendere in carico i reperti e a collocarli in ricovero nei propri locali, assicurando condizioni di conservazione idonee e immediatamente disponibili, indispensabili in una situazione di emergenza come quella che si è determinata».

L’assessore fa sapere che «parallelamente, l’amministrazione sta valutando tutte le ipotesi possibili, con particolare riferimento agli immobili che torneranno nella disponibilità del Comune al termine dei lavori di restauro e consolidamento attualmente in corso su una parte significativa del nostro patrimonio immobiliare, con l’obiettivo di individuare uno spazio idoneo che possa accogliere stabilmente tali materiali e restituirli alla fruizione pubblica».

Antoniozzi sottolinea che «la qualità della collaborazione istituzionale che si è attivata in questa circostanza rappresenta un elemento decisivo, perché consente di affrontare con efficacia una criticità reale, trasformandola in un percorso ordinato di tutela e valorizzazione del patrimonio».

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