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LA SCELTA

Tarquinia, sfumato il sogno di Capitale italiana della Cultura 2028

Una visione che resta patrimonio condiviso. Ecco chi è invece la città vincitrice

Tarquinia, sfumato il sogno di Capitale italiana della Cultura 2028

Il sindaco Francesco Sposetti

Sfuma il sogno di Tarquinia e dei comuni dell'Etruria di essere riconosciuti Capitale italiana della Cultura 2028.

Nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, il ministro Alessandro Giuli ha infatti proclamato Ancona vincitrice del titolo, davanti alla giuria presieduta da Davide Maria Desario e alle delegazioni delle dieci città finaliste.

Per la città etrusca è una notizia amara: salta il finanziamento da un milione di euro previsto a sostegno del programma culturale presentato nel dossier di candidatura. Ma resta l’eredità di un progetto corale e ambizioso, costruito con l’obiettivo di riscoprire e rilanciare l’identità territoriale attraverso la cultura.

Necropoli Tarquinia

Affresco Necropoli etrusca Tarquinia

Un progetto territoriale, non una “città vetrina” destinato a proseguire

Il dossier di Tarquinia – dal titolo evocativo “La cultura è volo. Un territorio che genera futuro. Dall’eredità alla visione” – puntava su una rete culturale estesa, capace di coinvolgere dodici comuni della Tuscia e del litorale laziale. Lontano dall’idea della città vetrina, il progetto proponeva un modello di sviluppo condiviso, incentrato sulla valorizzazione del patrimonio storico, del paesaggio e delle comunità locali che è destinato ad essere portato avanti e sviluppato.

L’immagine del volo, ispirata alla poetica di Vincenzo Cardarelli e all’iconografia etrusca, ha rappresentato la metafora della capacità del territorio di spingersi oltre il passato, mantenendo un equilibrio tra memoria e innovazione che oggi più che mai appare solo l'inizio di un percorso di crescita.

Gli assi strategici: sostenibilità, inclusione, rigenerazione, educazione

Su quattro pilastri si reggeva la struttura del progetto:

Sviluppo sostenibile, con particolare attenzione all’ambiente e alle economie locali;

Inclusione sociale, per rendere la cultura accessibile e partecipata;

Rigenerazione urbana, attraverso il recupero di spazi e borghi;

Educazione al patrimonio, come investimento sul futuro e sui giovani.

Ad accompagnare questi obiettivi era previsto un programma di eventi articolato in cluster tematici: dai festival e le mostre ai percorsi di conoscenza del mondo etrusco, dai cammini del turismo lento alle tradizioni popolari. Un mosaico di iniziative pensate tanto per attrarre visitatori quanto per rafforzare il senso di appartenenza delle comunità.

Una rete di competenze e volti noti per la candidatura

Il coordinamento scientifico del dossier era affidato a Lorenza Fruci, già assessora alla Cultura di Roma, con il supporto tecnico di Federculture per il monitoraggio. Alla candidatura avevano dato il proprio sostegno anche Marco Bellocchio, regista di fama internazionale, e il surfista Leonardo Fioravanti, scelti come testimonial di un territorio capace di coniugare creatività, sport e radici, oltre che l'attrice Maria Grazia Cucinotta.

Lo scorso 27 febbraio, durante l’audizione finale, il sindaco di Tarquinia Francesco Sposetti aveva presentato il progetto davanti alla commissione esaminatrice, sottolineando il valore del lavoro collettivo che ha unito istituzioni, cittadini e associazioni.

Una sconfitta che apre nuove prospettive

Nonostante la mancata vittoria, per Tarquinia e le altre città finaliste si apre comunque un nuovo capitolo. Tutte parteciperanno alla quinta edizione di “Cantiere Città”, il percorso di capacity building promosso dal Ministero della Cultura e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.

Un’occasione per consolidare le competenze e tradurre le idee sviluppate nel dossier in progetti concreti di crescita culturale e territoriale.

Tarquinia non sarà Capitale italiana della Cultura 2028, ma il suo volo simbolico non si arresta: resta testimonianza di una cultura che unisce passato e futuro, radici e visione, territorio e partecipazione.

Il ministro Giuli e i sindaci

Il ministro Alessandro Giuli con i sindaci

 

Il ministro Giuli: "Gli altri progetti non andranno dispersi"

Del resto, prima della proclamazione, il ministro Giuli ha ricordato che «il vincitore è uno, ma essere qui è già un grande traguardo». E ha assicurato che gli altri progetti «non andranno dispersi. Siete tutti vincitori e insieme siamo parte di un’avventura che nel tempo continua a generare sempre maggior interesse da parte dei cittadini».

Gli altri progetti non andranno dispersi. Siete tutti vincitori e insieme siamo parte di un’avventura che nel tempo continua a generare sempre maggior interesse da parte dei cittadini

Le ragioni del trionfo di Ancona

Ancona, per la commissione di valutazione dei dossier, ha presentato un «modello di valorizzazione culturale solido e coerente capace di coniugare identità e apertura internazionale, in una visione che prevede rigenerazione e inclusione», con un «programma di interventi solido» che «include un pubblico ampio e diversificato».

La strategia di investimento è stata ritenuta «coerente con un impatto significativo sul tessuto socio economico» ed è stata considerata «rilevante l’attenzione alla dimensione europea e mediterranea che rafforza il posizionamento del progetto, così come il coinvolgimento di enti territoriali e i giovani, considerati come protagonisti dei processi culturali».

«Il dossier soddisfa pienamente gli indicatori del bando ponendosi come modello di progettazione culturale innovativa e condivisa».

Ancona riceverà quindi un contributo di un milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative previste nel dossier di candidatura. «Siamo profondamente orgogliosi di questo risultato» - ha commentato il governatore delle Marche, Francesco Acquaroli - che premia un percorso condiviso tra istituzioni, territorio e comunità. La Regione Marche ha sostenuto con convinzione la candidatura, che ha saputo valorizzare la propria identità e l’eredità della sua storia millenaria traducendole in una visione contemporanea e proiettata al futuro.

Il sindaco, Daniele Silvetti, ha parlato di «obiettivo molto importante per la città, per la comunità e per la regione». Abbiamo fatto un buon lavoro, lo dico da sindaco tra i sindaci delle città finaliste. In termini di infrastrutture parliamo di oltre 50 milioni di euro, mentre per l’anno delle celebrazioni ne sono previsti sette. A noi interessano gli investimenti duraturi, che danno una prospettiva alla città. Per la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni il titolo di Capitale italiana della cultura rappresenta «una grande opportunità di crescita e rafforzamento», mentre secondo la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, si tratta anche di «un successo per il turismo e l’economia nazionali».

Questo riconoscimento, infatti, incentiva i territori a una programmazione di lungo periodo, attrae sponsor e fondi, moltiplica l’investimento iniziale e impatta anche sui flussi turistici, non soltanto delle destinazioni premiate.

Felice anche il tre volte premio Oscar Dante Ferretti, direttore artistico di uno dei progetti portanti del dossier, il museo della Civiltà del Mare Adriatico: "Ancona è nel mio cuore: qui è nata la mia carriera con i primi film e l’ispirazione per Fellini in E la nave va. Questa vittoria è una grande occasione. La città ha nel mare, nella storia e nella luce un’energia creativa unica. Sarò testimonial della sua bellezza, trasformando il patrimonio adriatico in narrazione cinematografica universale".

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