Roma, 4 feb (Adnkronos) - Il video social del Pd sul referendum "accomuna chiunque voti sì a militanti neo-fascisti neo-nazisti dell’estrema destra. Quindi pure Augusto Barbera, Enrico Morando, Claudio Petruccioli, Stefano Ceccanti e decine di dirigenti nazionali e locali dello stesso Pd. Senza considerare che in passato (sia lontano, come Massimo D’Alema negli Anni 90, che recente, come Debora Serracchiani) erano per la separazione delle carriere: quindi fascisti - forse pentiti- anche loro". Lo scrive sui social Luigi Marattin, segretario del Pld. "Io non penso di avere più parole per descrivere la parabola di un partito che era nato per unire i riformismi (e che in almeno due occasioni aveva visto la prevalenza del riformismo liberale) e che ora si riduce a tacciare di fascismo chiunque non la pensi come loro; a invocare la dittatura ogni volta che si ragiona di introdurre modifiche a qualsiasi virgola della Costituzione; a fare clip del genere che scimmiottano nel modo peggiore il populismo del M5S e dell’estremismo che sta uccidendo la politica italiana", prosegue Marattin. "Questa riforma, caro Pd, è la semplice conseguenza “amministrativa” di quella del 1988, in cui il nostro sistema passò da inquisitorio ad accusatorio (cioè uno in cui giudice e Pm devono essere figure completamente diverse). Una riforma che fece il ministro Giuliano Vassalli, socialista, medaglia d’argento al valor militare durante la Resistenza. Lui i fascisti e i nazisti li conobbe davvero: fu da loro imprigionato e torturato nelle prigioni di Via Tasso", conclude.
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