Roma, 8 mag. (Adnkronos) - "Azione è contraria all'uso del referendum abrogativo come si sta sviluppando negli ultimi anni. La possibilità di raccogliere le firme digitalmente ha ulteriormente aggravato un problema che già stava emergendo, cioè la possibilità di chiamare alle urne i cittadini con una frequenza sempre maggiore e sugli argomenti più disparati, con la conseguenza di avere meno attenzione dall’opinione pubblica, allontanare le persone dalle urne e rendere sempre più complesso il raggiungimento del quorum". Lo dichiara Francesca Scarpato, vicesegretaria di Azione. "Se, però, viene indetto un referendum è dovere civico votare. Noi siamo contrari ai quattro quesiti sul lavoro, mentre siamo favorevoli al referendum sulla cittadinanza. Il quesito che interviene sulla disciplina dei licenziamenti illegittimi del Jobs Act tratta un tema su cui è ampiamente intervenuta la Corte Costituzionale per correggere le storture del testo originario: intervenire nuovamente con un referendum su questo tema riaprirebbe problemi già risolti, creando disparità di trattamento tra i lavoratori. Quelli relativi alle indennità per licenziamenti nelle piccole imprese creerebbe situazioni di disparità a dir poco paradossali. Se passassero quelli inerenti i contratti a termine, rischieremmo l'immobilismo e meno possibilità per chi si affaccia al mondo del lavoro, in particolare per i giovani. Per quanto riguarda la responsabilità solidale negli appalti così come posta avrà un unico effetto: il blocco degli appalti stessi nel paese". "Al contrario, diminuire gli anni necessari per ottenere la cittadinanza italiana è una misura utile a favorire una maggiore integrazione: una persona che è in Italia in maniera regolare da cinque anni e che nel nostro Paese vive, lavora, produce e paga le tasse deve poter ottenere la cittadinanza italiana. Invitiamo quindi tutti i cittadini a partecipare al voto, esprimendo quattro No ai referendum sul lavoro e un Si al referendum sulla cittadinanza".
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