Brescia, 3 nov. (Adnkronos) - "Non c'è nemmeno un'idea del reato" per questo abbiamo chiesto che il decreto di sequestro sia annullato "in base all'insussistenza del fumus". Lo dichiara Massimo Dinoia, difensore di Pietro Paolo Mazza, ex pm di Pavia e oggi in forza alla Procura di Milano, accusato di peculato e corruzione in un filone d'indagine sul presunto 'sistema Pavia'. Per la procura di Brescia, gli indagati avrebbero beneficiato di "varie utilità (pranzi presso il ristorante Lino, vendita di auto a prezzo inferiore a quello di mercato, effettuazione gratuita di lavori di manutenzione alle auto) a fronte del compimento di atti contrari ai doveri d'ufficio", consistiti "nell'affidamento pressocché esclusivo a Esitel del noleggio degli apparati di intercettazione e nell'affidamento esclusivo a Cr Service del noleggio di autovetture in misura incongrua rispetto alle esigenze investigative e destinate ad uso privato non inerente alle attività di indagine" si legge nel provvedimento della pm Claudia Moregola. "Non esiste nulla di dimostrato, documenti alla mano. La Mercedes l'ha comprata con il leasing, non c'entra nulla. Attendiamo con grande fiducia la decisione del Riesame su un decreto di sequestro in cui c'erano problemi di procedura e anche di sostanza" aggiunge. "Quello che ha fatto Mazza lo hanno fatto altri cinque pm di Pavia cioè chiedere l'affitto dell'auto. Se c'è stato un rapporto oscuro, non riguarda i magistrati di Pavia che sarebbero parti lese" conclude l'avvocato Dinoia che ha depositato una memoria e alcuni documenti al collegio del Riesame presieduto dal giudice di Brescia Giovanni Pagliuca. La decisione sul sequestro è attesa entro giovedì.
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