Roma, 7 mag. (Adnkronos) - “Se davvero il 25% dei migranti trasferiti in Albania sarà rimpatriato entro la settimana, come ha annunciato oggi Giorgia Meloni, allora siamo di fronte a una clamorosa ammissione: quei rimpatri potevano essere fatti direttamente dall’Italia, senza spese inutili, senza nuove strutture fuori dai nostri confini e soprattutto senza esporre le persone a ulteriori stress e compressione dei diritti”. Lo dichiara Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico, intervenuto oggi in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. “Meloni continua a raccontare l’operazione in Albania come un modello, quando è invece un gigantesco fallimento perché inefficace, opaca nelle procedure e anche inutile. Peraltro – aggiunge Mauri - oggi abbiamo scoperto che, oltre alla nave Libra già regalata dall’Italia, con un emendamento del relatore saranno donate anche due motovedette della Guardia Costiera all’Albania. Altro che accordo alla pari: il costo di questa operazione, stimato per ora attorno al miliardo di euro, sta continuando a crescere di settimana in settimana". Mauri attacca anche sulla mancanza di trasparenza: “Abbiamo chiesto al Governo più volte quali siano i reati contestati alle persone trasferite nei CPR albanesi, ma non ci è mai stata data risposta. Eppure oggi Meloni snocciola pubblicamente un elenco dettagliato di accuse gravissime, come se fossero dati certi e disponibili. Se quelle informazioni esistono, perché non vengono condivise ufficialmente con il Parlamento? Siamo davanti a un uso disinvolto e gravissimo di informazioni sensibili, pubblicizzate solo quando servono a scopi politici.” “Meloni – conclude Mauri – parla tanto di rispetto delle regole ma si muove in una zona d’ombra. La verità è che l’operazione Albania è uno spreco, uno strappo allo Stato di diritto e un danno alla nostra credibilità internazionale. Un'operazione scellerata e un danno erariale conclamato. La propaganda di questo Governo non ha limite, nemmeno quello del buon senso. Non ci faremo prendere in giro.”
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