Roma, 21 gen. (Adnkronos) - "La decisione di ieri della Consulta di non dichiarare legittimo il referendum per abrogare la legge Calderoli è la naturale conseguenza della sentenza di novembre ‘24 della stessa Corte, che di fatto ha spazzato via la legge individuando ben 7 punti di illegittimità". Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia. "La legge sull’autonomia differenziata è una legge pessima per il nostro Paese, che aumenterebbe ancora di più le disuguaglianze territoriali e sociali. Ora in Parlamento continueremo a dare battaglia per evitare le forzature della destra, bloccare le intese avviate con le regioni del nord, stabilire i livelli essenziali delle prestazioni, esattamente come sollecitato dalla Consulta. Il regionalismo cooperativo diventa virtuoso se stabilisce i corretti livelli essenziali delle prestazioni e riconosce il principio di sussidiarietà, come sancito dalla Costituzione e come spesso ricordato dal Presidente della Repubblica". "Senza questi presupposti la legge rischierebbe di diventare un fattore di disgregazione dell’unità nazionale e della coesione sociale’ come sottolineato dalla Consulta. A sostegno della battaglia in Parlamento a tutela dei territori più fragili del nostro Paese, penso al Sud e alle zone interne, dovrà continuare la mobilitazione dei comitati, della società civile, dei cittadini che avevano firmato per il quesito referendario”.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su La Provincia di Civitavecchia
Civonline.it Dal 1999 il sito web di Civitavecchia e dell'alto Lazio Fondatore Massimiliano Grasso
Editore: EDITORIALE LA PROVINCIA Soc. Coop., c.f. 09106271001 - Reg. Tribunale di Civitavecchia n°14/05 - ISSN 2038-5005 Redazione: Via Annovazzi, 15 - 00053 Civitavecchia. Tel. 0766.503027 - Fax 0766.581316 - Direttore Responsabile ALESSANDRA ROSATI - Testata beneficiaria dei contributi per l'editoria L.250/90 e ss.mm. e ii.- Soggetto deputato al trattamento dei dati personali: Cristiana Mori - La riproduzione di tutti i contenuti del sito è vietata senza il consenso scritto dell'editore.