ALLUMIERE – Ci sono eventi che non si esauriscono nel tempo di una presentazione, ma che continuano a vibrare nelle menti e nei cuori delle persone che vi partecipano. La presentazione dell’ottava edizione di “Femminile, plurale – Premio Letterario Allumiere” è stata una di queste rare occasioni: un pomeriggio costruito intorno alla forza delle parole, alla potenza dei racconti, alla determinazione di chi da anni lavora per dare voce a un mondo femminile e femminista che non smette di interrogarsi, crescere e creare. Dalle 17.30, nella sala gremita, si è respirata un’atmosfera di attenzione autentica, di ascolto profondo, di partecipazione viva. Il progetto dell’APS Femminile Plurale, che negli anni è diventato un punto di riferimento culturale del territorio, si è presentato ancora una volta con tutta la sua energia: un contenitore di storie, persone, visioni, capace di generare un immaginario condiviso e di contagiare di entusiasmo chiunque vi si avvicini.

Quest’anno il Premio compie un passo importante, entrando nel prestigioso circuito del Festival Nazionale “L’Eredità delle Donne” con la direzione artistica di Serena Dandini. Un riconoscimento che certifica la qualità del lavoro svolto e che amplifica il valore della comunità che sostiene questo progetto: una comunità che sa credere nella cultura, nelle narrazioni plurali, nella cura delle parole come strumento di libertà. «Essere parte dell’Eredità delle Donne è un onore enorme, ma anche una responsabilità» ha dichiarato la presidente dell’APS Femminile Plurale, Brunella Franceschini: «Significa entrare in un dialogo nazionale sul femminile, portando con noi Allumiere, il nostro territorio, le nostre storie. Il nostro progetto è nato piccolo, intimo, artigianale, ma è cresciuto davvero grazie alla comunità: oggi più che mai siamo una voce collettiva, plurale, viva». Al centro dell’incontro è stata presentata l’opera “Come a casa” di Daniela Schettini, un libro che ha colpito per delicatezza, ironia e intensità emotiva. Le sue pagine hanno accompagnato il pubblico in un percorso tra intimità, consapevolezze e piccole rivoluzioni quotidiane. Un libro perfettamente in sintonia con lo spirito del Premio: raccontare la vita delle donne senza filtri, senza retorica, senza paura. «La letteratura ha un ruolo fondamentale: permette di toccare temi difficili con leggerezza, di riconoscersi nelle esperienze degli altri, di aprire ferite e allo stesso tempo curarle - ha sottolineato ancora la presidente Brunella Franceschini - il nostro concorso letterario nasce proprio da questo desiderio: dare spazio a chi, scrivendo, cerca un posto dove sentirsi ‘a casa’”. “Femminile, plurale” non è solo un concorso letterario: è un progetto che vive dentro un territorio che crede nella cultura e nella partecipazione. Durante la serata è stato raccontato il volto di Allumiere, con le sue realtà attive e generose, come la “Cooperativa La Lumiera”, un esempio virtuoso di impegno sociale, accoglienza, attenzione alle fragilità, innovazione e comunità. Applausi convinti hanno accompagnato il racconto di storie, progetti e percorsi educativi che rendono Allumiere un luogo vivo, che non teme di investire nella cultura come strumento di cambiamento. La crescita di “Femminile, plurale” è possibile grazie al sostegno convinto di numerosi partner e realtà del territorio: Comune di Allumiere, Fondazione Cariciv, Regione Lazio, Soundreef (main supporter), Allumiere in Rete, SOS Tyres International, Compagnia Portuale di Civitavecchia e Università Agraria di Allumiere. Una rete che non si limita a finanziare, ma che crede nel valore sociale della cultura, nella forza dei progetti che generano inclusione, partecipazione e crescita collettiva. Momento centrale della presentazione le parole intense della presidente Brunella Franceschini, che ha voluto raccontare il cuore del progetto: «Femminile Plurale è una rivoluzione gentile. Una rivoluzione fatta di ascolto, di confronto, di storie che si intrecciano. Siamo partite in poche, con un sogno fragile ma tenace: dare voce a chi spesso non trova lo spazio per raccontarsi. Oggi quella voce è diventata un coro». Poi un pensiero sul concorso letterario, definito dalla presidente “un laboratorio di anime”: «Nel nostro Premio non giudichiamo solo lo stile, ma l’autenticità. Ogni autore e autrice porta un vissuto, una ferita, una vittoria. È questo che rende la scrittura potente. È questo che fa crescere il nostro progetto».

Il percorso di “Femminile, plurale” non si ferma. Il prossimo appuntamento sarà il 7 dicembre, all’interno della fiera nazionale dell’editoria “Più libri, più liberi” che si terrà a Roma, dove il progetto verrà presentato a un pubblico più ampio e prestigioso. La serata del 21 novembre ha dimostrato che “Femminile, plurale” è molto più di un premio letterario: è un luogo di incontro, un laboratorio di idee, un viaggio nel femminile contemporaneo e nelle sue tante forme. Un progetto che non smette di crescere perché continua ad ascoltare, includere, abbracciare. Mentre la sala si svuotava, restavano nell’aria la bellezza delle parole condivise, la forza silenziosa delle storie raccontate e la certezza che il cammino di questa grande voce collettiva è appena all’inizio.