Racconti dell'aria
03 Aprile 2025 - 00:57
26 Febbraio 2026 - 08:06
TOLFA - "Abbiamo letto dell’ennesimo incontro elitario, tra politici amici, di bandiera o di interesse, senza coinvolgere, neppure stavolta, i cittadini".
Si apre così il comunicato della consigliera comunale di opposizione del gruppo PD di Tolfa, Sharon Carminelli, la quale a nome del gruppo lancia strali contro l'assemblea che si è tenuta a Roma che ha avuto come tema l'istituzione della nuova provincia "Porta d’Italia". Mentre la sindaca Stefania Bentivoglio e la sua giunta sono favorevoli all'entrata di Tolfa nella nuova provincia, l'opposizione si dichiara critica.
"L'incontro che si è tenuto a Roma è la solita politica fatta nelle stanze chiuse, lontana dai problemi reali delle persone - prosegue la segretaria del Pd e consihliera comunale Sharon Carminelli - l’idea di una “nuova provincia” nasce già zoppa, perché non trova riscontro né nelle necessità dei territori né nella volontà dei maggiori comuni interessati: né Civitavecchia, né Tarquinia hanno intenzione di aderire, eppure la Michetti & co, capeggiata da Battilocchio continua a insistere su questa favola istituzionale, ignorando la realtà. Potremmo dire che questa nuova provincia somiglia più a un plebiscito truccato del 1860 che a una vera riforma amministrativa. Allora almeno Garibaldi aveva i Mille, qui invece abbiamo pochi sindaci e qualche politico che fa i conti senza l’oste. La verità è che questa proposta non ha basi concrete. Nonostante l'annullamento della delibera di adesione del Comune di Civitavecchia, i fautori della scissione continuano a spingere per una riforma che ha un unico scopo: alimentare giochi di potere e creare nuove poltrone per la solita cerchia di amici.
Una mini-provincia senza risorse non avrebbe alcuna forza politica ed economica, ma rischierebbe solo di aumentare le difficoltà anziché risolverle. I piccoli comuni finirebbero per essere ancora più marginalizzati. Questa proposta è solo propaganda, un tentativo maldestro di raccogliere consenso o magari qualche strano accordo in vista delle prossime tornate elettorali. Non ci stupirebbe. Invece di discutere di problemi concreti – servizi, infrastrutture, sviluppo economico – si alimentano false speranze e divisioni, nella speranza di creare nuovi centri di potere.
La Città Metropolitana di Roma ha bisogno di essere migliorata, non smembrata per interessi di pochi. Se davvero si volesse lavorare per il bene delle comunità locali, si discuterebbe di come potenziare i servizi, di come attrarre investimenti, di come garantire opportunità di crescita per tutti. Ma questa non è la priorità di chi oggi sogna la nuova provincia.
I cittadini meritano risposte serie, non giochi politici. Battilocchio e i suoi alleati dovrebbero prendere atto della realtà: questa nuova provincia non serve a nessuno, se non a loro stessi".
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