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CIVITAVECCHIA – Nuove sinergie e nuove collaborazioni sul territorio. Sono quelle illustrate nella sala conferenze della Fondazione Ca.Ri.Civ. di Civitavecchia, dalla presidente Gabriella Sarracco e dal Procuratore capo Alberto Liguori, insieme alla presidente dell’Ordine degli Avvocati Mery Dominici, al comandante del Ce.Si.Va. Francesco Olla e al direttore generale della Asl Rm4 Roberto Di Cicco, di fronte ad una platea che ha visto presenti, tra gli altri, il Questore di Roma Roberto Massucci, e rappresentanti delle forze armate, forze dell’ordine e di polizia di tutto il territorio di riferimento.
Sinergie, quelle annunciate, che si sono concretizzate in due aspetti: da un lato l’impegno della Fondazione Cariciv che ha risposto ad una esigenza degli uffici giudiziari, intervenendo con la donazione di cinque computer completi e 3 scanner professionali per l’archiviazione dei documenti, dall’altro l’avvio di un progetto di formazione sul “Codice rosso” per la prevenzione ed il contrasto della violenza di genere.
«Siamo fieri di offrire strumenti informatici in comodato d’uso per supportare il grande lavoro della Procura e dell’Ordine degli Avvocati – ha sottolineato la presidente Sarracco - la violenza sulle donne è una tematica attuale e delicata, e richiede il massimo impegno da parte di tutti». Sarracco ha inoltre elogiato il Procuratore Capo, Alberto Liguori, per la sua “sensibilità sociale” e ha auspicato che questa collaborazione possa crescere, specialmente per sostenere le nuove generazioni, in un momento delicato come quello attuale.


Il procuratore capo Liguori ha quindi parlato del progetto con una visione lungimirante, sottolineando l’importanza di “creare una rete di saperi” per avvicinare le istituzioni al territorio. «Siamo qui per costruire una giustizia più vicina ai cittadini - ha affermato – riducendo il danno per le vittime e migliorando la qualità del lavoro di chi opera sul campo». Ha poi spiegato che i cinque incontri previsti fino a dicembre permetteranno di condividere conoscenze tra esperti in vari ambiti giuridici, psicologici, tecnici «per costruire un’offerta giudiziaria moderna e efficiente», rivolgendosi a chi opera in prima linea. Con l’idea di arrivare ad un “vademecum” di intervento per le donne e gli operatori, in una sorta di «pronto soccorso della Polizia giudiziaria».
In questo senso il direttore generale ff della Asl Rm4, Di Cicco, ha ribadito l’importanza del coinvolgimento del settore sanitario. «La violenza di genere ci tocca da vicino: nei pronto soccorso, nei consultori, e in tutta la rete di servizi» ha dichiarato, spiegando che venti psicologi e psichiatri si sono resi disponibili volontariamente per il corso, su cinque richiesti. «È un’occasione per crescere insieme e scambiare conoscenze utili a operare meglio».
La presidente dell’Ordine degli Avvocati, Mery Dominici, ha evidenziato quanto la collaborazione sia essenziale in un territorio complesso come quello di Civitavecchia: «Servono giustizia di prossimità e più personale. Un’iniziativa come questa in un momento così difficile è un segnale di speranza», ha ribadito ringraziando la presidente Sarracco per il supporto alla missione sociale dell'avvocatura e il procuratore capo Liguori per la creazione di questa rete sul territorio, con il comandante del Cesiva Francesco Olla che, plaudendo alla sinergia costruita “su materie così stringenti ed importanti” ha confermato la piena disponibilità della struttura.
Il Questore di Roma Massucci ha posto l’accento sull’importanza di agire culturalmente per prevenire la violenza di genere. «Abbiamo strumenti, ma servono nelle mani di operatori preparati. La consapevolezza della vittima e la capacità di risposta di chi interviene sono centrali» ha detto, ricordando che occorre dotare gli operatori di supporti psicologici adeguati.
Concludendo, il procuratore Liguori ha espresso la sua visione per il progetto: «Vogliamo creare una giustizia che sappia intervenire con delicatezza e competenza; una giustizia sempre più vicina al cittadino». E ha elogiato il sostegno della Fondazione Ca.Ri.Civ. sottolineando l’importanza di disporre di nuove dotazioni informatiche per agevolare il lavoro quotidiano. «Stiamo costruendo un modello che possa diventare una best practice a livello nazionale – ha concluso - un passo concreto verso una giustizia più vicina e accogliente».