A GALLESE torna il festival di musica e cultura popolare, domenica 19 novembre la 23esima edizione de Il Suono dei Giorni anima la città.

Nato per celebrare la cultura e la musica popolare, il festival è un appuntamento fisso e irrinunciabile che ormai da anni movimenta l’inizio della stagione autunnale. Quest’anno il festival, organizzato dal Comune all’interno del museo e centro culturale “Marco Scacchi”, è stato inserito nel programma delle Giornate dell’olio e del vino che proprio in quel fine settimana arricchiscono di odori e sapori della tradizione contadina il borgo dell’Agro falisco. «Con l’inserimento del festival all’interno delle Giornate dell’olio e del vino quello del 18 e 19 novembre sarà un week end all’insegna della valorizzazione della cultura popolare a 360 gradi. Musica, escursioni, visite guidate, enogastronomia, prodotti locali, artigianato, folclore e tradizione cittadina. Sarà come un tuffo nel passato dove respireremo ed assaporeremo profumi e gusti di un tempo, quei sapori e gusti che rendono ancora oggi i nostri borghi veramente autentici», afferma il vice sindaco Latini Amedoro. Un unico appuntamento, domenica 19 novembre, ma un insieme di iniziative tutte volte alla valorizzazione di quel grande patrimonio culturale immateriale che la musica porta con sé, tramandando insieme alle sonorità tutta la tradizione popolare.

Il programma, articolato dall’etnomusicologo Erasmo Treglia, porta in sé tutta la tradizione del Festival gallesino. Ad aprire la giornata, alle 17, la presentazione a cura di Piero G. Arcangeli del CDBook df Squilibri editore “Donna, voja e fronna…” realizzato da Umbria Ensemble & Lucilla Galeazzi.

Pier Giuseppe Arcangeli, musicologo e compositore oltre che professore presso l’università di Perugia e consulente per la ricerca etnomusicale nella provincia di Viterbo, interverrà per spiegare il progetto nato da una sua felice intuizione nella rivisitazione sonora di un importante viaggio etnomusicale, quale quello che condussero Diego Carpitella e Tullio Seppilli nell’Umbria del 1956. A seguire la presentazione di Erasmo Treglia, musicologo ed eclettico polistrumentista, dedicata agli strumenti musicali che suonavano antiche melodie ed accompagnavano il percorso dei pastori sulle vie della transumanza. Le musiche legate a questa pratica richiamano il ciclo della vita, i riti sacri e profani, il lavoro agricolo e la raccolta, nonché momenti della vita quotidiana.

Gli strumenti, vere e proprie macchine sonore nate anche per aiutare nella pratica pastorale, venivano di solito autoprodotti dagli stessi pastori che si dilettavano nella fabbricazione di strumenti a fiato, campane o strumenti a corda, spesso anche decorati. Per finire, alle 18, il bellissimo concerto E scinniu la notti di Mario Incudine Trio con Mario Incudine, Antonio Vasta e Pino Ricosta alle percussioni. Attore, cantante e polistrumentista italiano, Mario Incudine è un esponente della musica popolare italiana, soprattutto siciliana, Antonio Vasta, polistrumentista con una speciale inclinazione per l’antica tradizione della zampogna, spazia nelle sue ricerche nei suoni tradizionali dell’Italia del Sud, Pino Ricosta, musicista polistrumentista, da anni accompagna il progetto “Mario Incudine”. Il concerto presenta una sorta di enciclopedia sacra, una “Bibbia dei poveri” dedicata al Natale. È un dare valore alla tradizione di parole trasformate in suoni che inondavano le case davanti ai presepi, le piccole chiese dei villaggi, le cappelle e le strade in ogni dove.

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