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Interporto, i corsisti: Altri lavorano al posto nostro

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Tornano a protestare i 160 corsisti dell'Interporto e lo fanno denunciando di nuovo il fatto che almeno uno dei capannoni della struttura sarebbe tornato in attività .

Al suo interno opera infatti già  del personale ed i corsisti si chiedono con quale società  lavorino questi operai, perchà© non siamo stati chiamati loro e se questo personale sia formato per quel tipo di lavoro.

«Dunque l'ICPL è già  operativa? « proseguono – C'è stato un
inizio attività ? Perchà© il comune non ha ancora dato risposta a questi semplici quesiti? La parte pubblica possessore del 21% non ha il diritto di sapere? Allora gli enti pubblici con quale coscienza parlano ancora di tutela dei soldi pubblici?».

Insomma secondo i corsisti oltre al danno anche la beffa dal momento che altri lavorano «nel posto che c'era stato garantito alla fine dei 18 mesi di formazione professionale. Siamo inoltre delusi dell'indifferenza degli esponenti politici all'invito pubblico dell'assemblea indetta da noi corsiti, ed è per questo che volevamo ringraziare per la presenza: l'assessore Pino Cascianelli, alcuni esponenti di rifondazione comunista e Marco Piendibene che con il suo intervento si è impegnato pubblicamente ad un operazione di chiarimento e di sostegno con fatti concreti e non con

semplice solidarietà .
I corsisti rinnovano l'invito alle forze politiche a fare chiarezza in tempi brevi, chiedono l'inserimento nella
commissione di controllo contabile il commercialista Gianfranco Forno e al Pincio la possibilità  di avere un referente che tenga periodicamente informati i 160 sui progressi fatti. «Rinnoviamo inoltre l'invito « concludono « all'ad Ferdinando Bitonte per un incontro chiarificatore magari anche in presenza delle forze sociali in modo da far chiarezza ai nostri dubbi».


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