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Ue: migliora la qualità dell'aria nei porti del Mediterraneo

Le emissioni di diossido di zolfo (SO2) nei porti dell’UE si sono notevolmente ridotte grazie a norme più severe sul contenuto di zolfo nei carburanti utilizzati dalle navi durante ormeggio e ancoraggio. Il trend si afferma in Italia: nel 2010 meno inquinamento a Civitavecchia e Savona rispetto all'anno precedente

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ISPRA (VA) – Le emissioni di diossido di zolfo (SO2) nei porti dell’UE si sono notevolmente ridotte grazie a norme più severe sul contenuto di zolfo nei carburanti utilizzati dalle navi durante ormeggio e ancoraggio. Gli scienziati del Centro comune di ricerca (JRC), il servizio scientifico interno della Commissione europea, hanno misurato i parametri chiave della qualità dell’aria nei porti del Mediterraneo prima e dopo l’entrata in vigore, nel gennaio 2010, dei requisiti che impongono un basso contenuto di zolfo. Nei porti europei si è riscontrata una diminuzione media del 66% della concentrazione di diossido di zolfo, sostanza nociva alla salute e all’ambiente. Le misurazioni effettuate nei porti al di fuori dell’UE hanno invece mostrato che la concentrazione di SO2 è rimasta invariata.
I parametri relativi alla qualità dell’aria sono stati misurati da una stazione di monitoraggio automatica installata sulla nave da crociera Costa Pacifica, che nel 2009 e nel 2010 ha seguito settimanalmente una rotta prestabilita nel Mediterraneo Occidentale.
La concentrazione di diossido di zolfo è diminuita notevolmente in tre dei quattro porti europei dove sono state effettuate le misurazioni: Civitavecchia, Savona e Palma di Maiorca. Per quanto riguarda i due porti italiani monitorati, a Savona la concentrazione media giornaliera è scesa da quasi 2 a poco più di 0,5 ppbV, mentre a Civitavecchia il calo è stato addirittura da 4 a 0,5 ppbV. La concentrazione giornaliera media di tutti i porti è scesa mediamente del 66%. Le misurazioni effettuate dal JRC nel porto di Barcellona sono risultate inutilizzabili a causa delle significative variazioni giornaliere, ma misurazioni indipendenti effettuate nel porto di Barcellona e nelle vicinanze del porto di Palma di Maiorca hanno confermato una forte diminuzione dei livelli di diossido di zolfo nel 2010 rispetto al 2009. Al contrario, nel porto di Tunisi non si è riscontrata una riduzione del diossido di zolfo né degli altri agenti inquinanti misurati nei quattro porti (Civitavecchia, Savona, Palma di Maiorca e Tunisi), a dimostrazione del fatto che la minore concentrazione di diossido di zolfo è conseguenza diretta dell’applicazione delle normative Europee. Inoltre, lo studio conferma la correlazione tra diossido di zolfo ed elementi chimici tipicamente emessi dalle ciminiere delle navi, dimostrando che le navi rappresentano la fonte principale di diossido di zolfo nei porti. Il supporto logistico per l’installazione delle stazioni di misurazione è stato offerto dalla Costa Crociere, mentre le misurazioni sono state effettuate in collaborazione con gli scienziati delle Università di Genova e di Firenze, il laboratorio INFN-LABEC a Firenze e l’Institute of Environmental Assessment and Water Research di Barcellona.

Il diossido di zolfo è una delle principali sostanze chimiche responsabili della formazione di piogge acide e dell’inquinamento atmosferico da polveri sottili: queste ultime sono il principale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e respiratorie. La modifica della direttiva 1999/32/EC del 2005 ha stabilito che dal gennaio 2010 tutte le navi ormeggiate o ancorate nei porti Europei devono usare carburanti con un contenuto di zolfo inferiore allo 0,1% in peso. Precedentemente, al di fuori dalle aree dichiarate “zone di controllo delle emissioni di zolfo” era consentito un contenuto di zolfo fino al 4,5%. Le navi utilizzano in genere olio combustibile pesante, che dal 2012 deve avere un contenuto di zolfo non superiore al 3,5% per le navi da trasporto merci (prima del 2012 il limite era di 4,5%). Mediamente, il contenuto di zolfo negli oli combustibili pesanti è del 2,4%. Per fare un confronto, il contenuto di zolfo nei combustibili usati dai mezzi di trasporto terrestri non deve superare lo 0,001%. In linea con gli obiettivi di protezione ambientale dell’UE e per consolidare gli accordi raggiunti dall’Organizzazione Marittima Internazionale, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE hanno concordato di sottoporre al voto, dopo l’estate, la modifica della direttiva 1999/32/CE, in vista di un’ulteriore riduzione dei contenuti di zolfo nei carburanti usati al di fuori dei porti. Il contenuto massimo di zolfo nei carburanti per le navi scenderà dal 3,5% allo 0,5% entro il 2020, mentre nelle aree dichiarate “zone di controllo delle emissioni di zolfo” (Mar Baltico, Mare del Nord e Canale della Manica), dove il limite attuale è dell’1,5 %, scenderà allo 0,1% entro il 2015. I risultati dello studio intitolato “L’impatto della direttiva europea sulle emissioni navali sulla qualità dell’aria nei porti del Mediterraneo” sono stati pubblicati nella rivista scientifica Atmospheric Environment1.
Per ulteriori informazioni:
Ulteriori informazioni sul lavoro del JRC in ambito di aria e clima sono disponibili all’indirizzo: http://ccaqu.jrc.ec.europa.eu/home.php


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