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SPAZIO NAUTILUS Nel nostro confessionale la storica capitana e la lombardo-ligure

Il cuore di chi ama Civitavecchia da sempre e di chi ha iniziato ad amarla: Tortora e Lombella

Il cuore di chi ama Civitavecchia da sempre e di chi ha iniziato ad amarla: Tortora e Lombella

Fine settimana di pausa per la Nautilus di mister Daniele Lisi, con il campionato di Serie A1 fermo per gli impegni nelle coppe europee. Un momento utile per fermarsi a riflettere e dare voce a due delle protagoniste della stagione verdazzurra: la capitana Venere Tortora, da anni punto fermo della pallanuoto civitavecchiese, e Giulia Lombella, arrivata quest’anno e capace di mettersi subito in evidenza per entusiasmo, personalità e 22 gol già messi a segno.
«In questi mesi il gruppo è cresciuto molto – spiega Venere Tortora –. Sapevamo che il salto tra la Serie A2 e la Serie A1 sarebbe stato impegnativo e in effetti stiamo pagando lo scotto della differenza di categoria. Ma ogni giorno lavoriamo per migliorarci, per alzare il nostro livello e arrivare al meglio alle sfide che per noi saranno decisive».

La crescita, sottolinea la capitana, è stata prima di tutto umana: «All’inizio della stagione avevamo bisogno di conoscerci meglio, di trovare equilibri sia in acqua che fuori. Non è mai semplice amalgamare un gruppo, soprattutto in un campionato così competitivo. Ora però siamo una squadra che sa soffrire, che nei momenti difficili non si disunisce e che sa dare l’anima fino all’ultimo minuto. Stiamo lavorando per avere ancora più compattezza e spirito di sacrificio, che nella corsa salvezza fanno davvero la differenza».
Ritrovare la massima serie dopo qualche anno ha avuto un significato speciale: «È stato emozionante. La Serie A1 è cresciuta ancora: c’è più intensità, più velocità di gioco e una preparazione tattica molto curata da parte di tutte le squadre. Ogni partita ti obbliga a stare concentrata dal primo all’ultimo secondo».
Viverla con la fascia al braccio, però, cambia la prospettiva: «Da capitana sento una responsabilità maggiore. Non solo a livello tecnico, ma soprattutto come punto di riferimento per le compagne, dentro e fuori dall’acqua. Cerco di trasmettere serenità nei momenti difficili e fiducia nei nostri mezzi. Rappresentare Civitavecchia a questi livelli è un orgoglio enorme: sappiamo di portare in acqua non solo i nostri colori ma quelli di tutta la città. Dispiace non poterlo fare davanti al nostro pubblico, perché il sostegno della gente sarebbe un’arma in più».
Al di là della classifica, il valore del percorso va oltre i numeri: «Sentiamo di star facendo qualcosa di importante. Aver portato una realtà come la Nautilus in Serie A1 significa dare visibilità alla pallanuoto femminile e creare un punto di riferimento per le ragazze più giovani. Nonostante le difficoltà, tra cui quella legata all’impianto, questa categoria ce la siamo sudata e meritata. Non dobbiamo dimenticarlo e faremo di tutto per mantenerla. Credo che questo percorso verrà ricordato, perché non stiamo solo lottando per la salvezza, ma stiamo costruendo una cultura sportiva solida presente e futura».
Accanto alla voce della capitana c’è quella di Giulia Lombella, classe 2003, nata a Milano ma cresciuta sportivamente tra Lombardia e Liguria. «Ho iniziato a giocare grazie a mio fratello Matteo. I miei genitori mi portavano in piscina a Savona per assistere alle sue partite ed è stato lui il mio primo allenatore. Da lì mi sono innamorata della pallanuoto e non ho più smesso».
I primi anni nelle squadre miste a Milano, poi l’ingresso nell’NC Milano e, a 15 anni, la scelta coraggiosa di trasferirsi da sola in Liguria: «È stata una decisione importante, che mi ha fatta crescere tantissimo sia come atleta sia come persona. Prima Bogliasco e poi Rapallo, due società che hanno scritto pagine importanti della pallanuoto italiana». Con il Bogliasco 1951 arrivano scudetti giovanili e medaglie nelle finali nazionali; con il Rapallo Pallanuoto il confronto stabile ai vertici e l’opportunità di condividere lo spogliatoio con campionesse come Roberta Bianconi.


«Ogni esperienza mi ha lasciato qualcosa. A Rapallo ho imparato cosa significa allenarsi ogni giorno con standard altissimi. Oggi, nel Lazio, vivo una fase di maggiore consapevolezza: cerco di mettere a disposizione della squadra l’esperienza maturata negli anni, seppur molto giovane, continuando allo stesso tempo a migliorarmi. La Nautilus è una società giovane che si è appena affacciata nell’élite della pallanuoto italiana, con un progetto solido che può portarla nel lungo periodo a diventare piano piano una protagonista».
Fuori dall’acqua, Giulia si racconta così: «Mi piace stare in compagnia e ho una grande passione per gli animali, soprattutto per i cani». Accanto alla pallanuoto coltiva anche l’arbitraggio nel calcio: «Sono arbitro AIA. Ho iniziato ad Abbiategrasso, poi ho proseguito a Genova. Oggi continuo ad arbitrare anche nel Lazio con la sezione di Civitavecchia, che mi ha accolta con grande affetto. Vivere lo sport da entrambe le prospettive, quella dell’atleta e quella dell’arbitro, mi arricchisce molto».
Due percorsi diversi ma un obiettivo comune: continuare a crescere, lottare per la salvezza e difendere con orgoglio i colori verdazzurri, consapevoli che il cammino intrapreso sta già lasciando un segno importante nella storia sportiva cittadina.
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