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CALCIO Il difensore ha chiuso la carriera all’età di 37 anni. Le belle parole del suo parroco e amico Don Alfredo Cento
29 Maggio 2024 - 22:06
24 Febbraio 2026 - 10:52
Tanti attestati di stima e di affetto dai calciofili della Tuscia alla notizia dell’addio al calcio del viterbese, di Pianoscarano, Leonardo Bonucci che domenica in forza alla compagine turca del Feberbahce ha concluso all’età di 37 anni la sua carriera di calciatore.
Tra le parole più belle quelle espresse da Don Alfredo Cento, parroco di Sant’Andrea nel quartiere del Carmine che lo ha visto crescere e diventare uomo e campione: “Carissimo Leonardo, ieri, proprio mentre mi stavo preparando per festeggiare i miei 40 anni di sacerdozio, mi è giunta notizia del tuo ritiro dal calcio giocato. Ti devo confessare che ho provato una fitta nel cuore. La mia vita sacerdotale è stata segnata da alcuni avvenimenti unici, legati a grandi campioni. Giovanni Paolo II, i Facchini di Santa Rosa e tu. Sono stato ordinato il 26 maggio 1984, perché il giorno successivo sarebbe venuto a Viterbo Giovanni Paolo II, con il quale avrei concelebrato la mia prima messa. Non solo un papa, ma che papa e che campione di antità. Sono diventato poi il cappellano dei facchini. Campioni di forza e di bontà, i prediletti di Santa Rosa. Che soddisfazione anche questa. Che amicizia e affetto provo per loro e di cui mi sento pienamente ricambiato. Avere il privilegio di tirare le corde sulla salita con loro è dono che non trova parole adatte per essere descritto. Sono con loro dal 3 settembre 1997. Ad agosto il nostro caro amico Claudio Bucca aveva appena vinto le Universiadi come secondo allenatore dell’Italia, portando a casa una medaglia d’oro. Infine tu, Leonardo Bonucci, e la tua magnifica famiglia: Claudio, Dorita e Riccardo. Non pensavo proprio che quel bambino, che nel maggio di quello stesso anno faceva la prima comunione, sarebbe diventato l’uomo e il campione che sei. Ricordo come ora quando venisti a salutarmi, perché partivi per Milano per andare a giocare nell’Inter. Se non sbaglio avevi 16 anni. Ho seguito e festeggiato tutte le tue vittorie a casa con i tuoi genitori. E poi, indimenticabile il giorno del tuo matrimonio con Martina, che hai voluto che celebrassi, il battesimo di Lorenzo, la paura per Matteo, Raffaella Carrà che mi nomina in una sua trasmissione dedicata a te, la soddisfazione per l’Europeo. Quella sera sono letteralmente impazzito. Un bambino del mio oratorio aveva raggiunto quei livelli. Da scoppiare di gioia. Non dimentico le imprese sportive dei nostri amici Alessandro Vaglio e Ludovica Delfino. E infine la celebrazione dei tuoi dieci anni di matrimonio. Quante soddisfazioni mi hai dato. Dovrei dirti mille volte grazie. Grazie per aver ricambiato l’amicizia. Tu sai che sei sempre nelle mie preghiere e ancor più ora, che si apre di fronte a te un nuovo ciclo nella tua vita. Grazie, caro Leonardo. Ad maiora. (Il tuo amico e parroco)”.
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