l'almanacco civitavecchiese
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l'almanacco civitavecchiese
03 Aprile 2026 - 10:03
Da secoli, per le vie di Civitavecchia il Venerdì santo sfilano centinaia di penitenti con il “saccone” e il cappuccio bianco a coprire il volto, a piedi scalzi e con pesanti catene legate alle caviglie, molti per maggiore penitenza trascinano pesanti croci. Tutti invocano il perdono e la misericordia di Dio.
In molti fra il pubblico che assiste alla penosa sfilata si chiedono chi siano le donne e gli uomini penitenti e quali peccati li abbia spinti a compiere tale doloroso pellegrinaggio attraverso la città.
Più di cinquant’anni fa, la stessa domanda se la pose un giornalista della “Domenica del Corriere”, Vincenzo Nani, che sul numero del 29 maggio 1975 pubblicò un articolo intitolato “Anche Donat Cattin e Sofia Loren tra questi misteriosi peccatori?” con un lungo sottotitolo: “A Civitavecchia sfila la più strana processione del mondo. Ogni anno, da tutta Italia, ma anche dall’estero, arrivano alcuni personaggi dei quali nessuno conosce l’identità: si autodefiniscono grossi peccatori e fanno penitenza trascinandosi a piedi scalzi e incappucciati per le strade della città. Si dice che in passato parteciparono a questo rito Curzio Malaparte, Guglielmo Giannini e il maresciallo Montgomery. Ora si fanno i nomi di attori e uomini politici famosi. Che cosa c’è di vero? Siamo andati a chiederlo al priore che organizza la cerimonia”.
Fu così intervistato l’allora priore della Confraternita del Gonfalone, il signore Livio Mosciarelli. Rispose gentile e disponibile ma fermo nel non rivelare alcun nome dei presunti famosi penitenti: “Neppure io conosco i nomi dei penitenti che partecipano incatenati alla nostra processione”.
Prosegue affermando, che con il vice priore Luigi De Paolis, rispondono alle richieste che pervengono “attraverso amici comuni o per telefono”. Chiedono solo l’altezza per preparare il saio bianco della giusta misura. Il giorno della processione i penitenti entrano in una stanza riservata della chiesa a cui si può accedere anche per una porticina laterale. Qui trovano la signora Clara Caldarelli, e la moglie del priore, che “provvedono a consegnare i sai, aiutando ad indossarli”.
Il priore Mosciarelli non rivela alcun nome e perciò è il giornalista della “Domenica del Corriere” ad azzardare un lungo elenco di personaggi famosi: Edda Ciano, la figlia prediletta di Mussolini; Claretta Petacci, l’ultima amante del duce; Gabriele D’Annunzio che frequentava da giovane cronista la nostra città; le attrici Luisa Ferida, fucilata nel 1945 dai partigiani, e Clara Calamai, la diva sexy degli anni Quaranta. I ministri democristiani Carlo Donat Catin ed Emilio Colombo. Aggiunge alla lista già ricca Richard Burton, il divo del cinema, il compositore Piero Piccioni, l’attrice Tamara Baroni. Ma il nome più fantasmagorico che esce dal cilindro di Nani è quello della diva italiana per antonomasia: Sofia Loren!
Immaginarla incedere per le strade di Civitavecchia a piedi nudi e con le catene alle caviglie è un esercizio mentale veramente straniante e chimerico.
Livio Mosciarelli ricorda che intorno alla processione “il fascino delle leggende si perde nel tempo”.
Noi rileggendo l’articolo di cinquant’anni fa abbiamo viaggiato con la fantasia e sognato che un giorno la processione del “Cristo morto” del Venerdì santo di Pasqua possa avere un museo a lei dedicato, come merita e come attestano queste inverosimili presenze, fra cui, forse, però, qualcuna vera ci sarà. Buona Pasqua.
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