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Minisini-Flamini: è un oro storico

NUOTO SINCRONIZZATO. Ai Mondiali di Budapest il tandem azzurro sale in vetta al podio col punteggio di 90,2979. L’esercizio basato sul tema dell’immigrazione e dei rifugiati. «Volevamo spiegare il dramma di tanti»

Semplicemnte storica è la medaglia d’oro, la prima del nuoto sincronizzato azzurro e anche della manifestazione, conquistata ai campionati mondiali di Budapest dal duo italiano composto dal sincronetto di Ladispoli e dall’atleta della Polizia di Stato e compagna di squadra Manila Flamini. Il tandem azzurro, dopo aver chiuso in seconda piazza la fase preliminare, ha superato le coppie delle altre nazioni grazie al punteggio di 90,2979; che gli è valso il primo posto sul podio davanti  alla Russia  con 90,2639 e agli Stati Uniti (87,6682) del famoso atleta stelle e strisce Bill May. Per Manila Flamini e Giorgio Minisini una coreografia caratterizzata da un tema tanto forte quanto attuale come quello dell’immigrazione e dei rifugiati, che ha dato vita all’esercizio inedito ‘‘A scream from Lampedusa’’, curato da Michele Braga con la parte coreografica creata da  Anastasija Ermakova. «Volevamo spiegare - spiega il sincronetto Giorgio Minisini al telematico Repubblica.it - il dramma delle persone che scappano per povertà, guerra e persecuzione dai loro paesi per venire in Italia. Non per prenderci il lavoro e ucciderci, ma per disperazione. Non arrivano da noi in vacanza come turisti, ma affrontano viaggi dolorosi, fuggono dalla tragedia e spesso ne trovano altre». Particolarità dell’esercio del duo azzurro è l’urlo di Minisini proprio prima di entrare in acqua che ha catturato il pubblico presente in Ungheria. «Una storia - spiega ancora Minisini a Repubblica.it - come mille. C’è chi perde la vita per cercare la libertà. Grido, ma è solo la fine di tutto. Entriamo in acqua e spieghiamo a ritroso la storia di questa fine tragica. Non volevamo fare un esercizio carino, ma mostrare e spiegare a chi non lo sa o non vuole riflettere, la serietà di una condizione come quella dei rifugiati». Piccola curiosità è che Minisini appena due anni fa centrò l’argento ai Mondiali di Kazan ed era l’unico sincronetto in Italia mentre, ad oggi, la Fin ne conta ben 73.

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