l'almanacco civitavecchiese
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Ottimo Consiglio
Racconti dell’aria
Civitavecchia
04 Aprile 2026 - 16:19
Una città intera raccolta nel silenzio, nella fede e nella tradizione. Migliaia di persone hanno accompagnato la Processione del Cristo Morto, trasformando le strade del centro in un lungo e suggestivo fiume umano. Un colpo d’occhio straordinario, tra i più intensi degli ultimi anni, che conferma quanto questo appuntamento resti uno dei momenti più profondi e identitari per la comunità civitavecchiese.
Fin dall’inizio, da via Trieste e dalla Chiesa della Stella, la partecipazione è stata imponente. Famiglie, bambini, anziani, intere generazioni unite lungo il percorso, tra raccoglimento e devozione. Una presenza massiccia che ha restituito l’immagine di una città viva, capace di ritrovarsi attorno ai propri riti più autentici. Complice anche una serata dal clima favorevole, la processione si è svolta in un’atmosfera intensa e carica di spiritualità.
A guidare il corteo il vescovo della diocesi di Civitavecchia-Tarquinia e Porto Santo Rufino, monsignor Gianrico Ruzza, affiancato da numerosi sacerdoti, diaconi, religiose e religiosi della città. A scandire i momenti di preghiera è stato il parroco della Cattedrale, monsignor Cono Firringa, che ha accompagnato i fedeli lungo tutto il percorso.

Sono stati oltre 170 i penitenti protagonisti della processione, molti dei quali scalzi o con le catene alle caviglie e croci sulle spalle. Un gesto di grande forza simbolica che continua a colpire e a emozionare, rinnovandosi anno dopo anno.
Colpisce anche la presenza sempre più numerosa dei più giovani: record di "misteretti", con tantissimi bambini coinvolti, oltre agli scout dell’Agesci e a molte famiglie. Un segnale chiaro di una tradizione che non solo resiste, ma si rinnova e guarda al futuro.
Tra le novità, nuovi portatori che hanno risposto all’appello dell’Arciconfraternita del Gonfalone e la partecipazione, tra figuranti e portatori, di alcuni ragazzi della comunità Mondo Nuovo. A rendere ancora più suggestivo il corteo, le bande cittadine Puccini e Ponchielli.
In processione anche le autorità civili: il sindaco Marco Piendibene, gli assessori Scilipoti e Maucioni, la consigliera Di Gennaro, la consigliera regionale Marietta Tidei, l’onorevole Battilocchio e Gabriella Sarracco, presidente onorario della Fondazione Cariciv. Numerose anche le autorità militari presenti.
Dietro le quinte, fondamentale il lavoro dell’Arciconfraternita del Gonfalone, che ancora una volta ha garantito un’organizzazione impeccabile. Il priore Remo Barletta, insieme ai confratelli e a un numero davvero imponente di volontari, ha curato ogni dettaglio. Presente anche la confraternita dell’Orazione e Morte.
Imponente anche il dispositivo di sicurezza: viabilità gestita dalle forze dell’ordine, supporto della Protezione Civile, della Croce Rossa Italiana e di numerosi volontari.

Il corteo, partito da via Trieste, ha attraversato le principali vie cittadine: via Stendhal, corso Marconi, piazza Vittorio Emanuele, largo Cavour, largo Plebiscito, corso Centocelle, via Buonarroti, via Annovazzi, viale Baccelli, largo d’Ardia, per poi proseguire su via Crispi, via Cialdi e via Cesare Battisti, prima del rientro verso il centro.
Tra i momenti più suggestivi, l’uscita della coltre nera, portata in orizzontale, e il passaggio dei carri. Ma il momento più atteso si è consumato nel finale.
I carri si sono fermati in via Trieste, mentre figuranti, penitenti e misteretti hanno raggiunto piazza Leandra. Da lì, l’atto conclusivo: la tradizionale corsa dei carri lungo la salita. Uno dopo l’altro, trasportati a spalla tra fatica e determinazione, accompagnati dalle grida di incitamento della folla.
Ultimo a salire, il più pesante e il più antico: il carro del Cristo morto. Il suo arrivo è stato salutato da un applauso lungo e intenso, il più forte della serata, a chiudere uno dei momenti più emozionanti della tradizione cittadina.
Grande successo anche per la diretta YouTube di Radio Stella e Civonline, seguita da centinaia di utenti anche sui vari social.
Soddisfatta la vicesindaca Stefania Tinti: «Una partecipazione che non si vedeva da tempo. Un vero risveglio della città, un momento in cui tutti si sono ritrovati. Complimenti all’Arciconfraternita per il lavoro straordinario». E ancora: «È stata una serata intensa, vissuta fino a tarda notte, con locali sold out. Un segnale importante anche per l’economia cittadina. Colpisce la presenza dei bambini: una tradizione che continua a vivere».
A tracciare il bilancio è il priore Remo Barletta: «Siamo molto stanchi ma sereni e felici, perché tutto è andato bene. Abbiamo lavorato fino a notte fonda, ma la soddisfazione è vedere tanta gente e sentire i portatori contenti». E guarda al futuro: «La processione è amata e sentita. Speriamo che sempre più persone si avvicinino e ci aiutino, perché serve un ricambio generazionale. Grazie a tutti i volontari, alle forze dell’ordine e a chi ha collaborato. Buona Pasqua a tutti».
Una serata che ha unito fede, tradizione e comunità, restituendo l’immagine di una Civitavecchia viva, partecipe e profondamente legata alle proprie radici.
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