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Radioterapia al San Paolo, svolta concreta: bando entro l'estate, doppio bunker e personale in arrivo

Si entra nella fase operativa: la Asl Roma 4 ha affidato la progettazione e avviato la ricerca del personale specialistico per fermare il pendolarismo delle cure

Radioterapia al San Paolo, svolta concreta: bando entro l'estate, doppio bunker e personale in arrivo

La radioterapia al San Paolo entra in una fase più concreta. Dopo mesi di rinvii, incertezze sui fondi e annunci rimasti sospesi, la Asl Roma 4 ha avviato i passaggi tecnici che dovranno portare alla realizzazione di uno dei servizi più attesi dal territorio. A scandire il cambio di passo è il direttore generale Rosaria Marino: «Abbiamo incaricato lo studio sul progetto di massima, per il reparto sarà necessario realizzare un doppio bunker». Un’opera tutt’altro che leggera, perché legata a un’apparecchiatura che richiede schermature complesse e un impatto strutturale rilevante.

Il cronoprogramma, nelle intenzioni dell’azienda, punta ora ad accelerare. «Sulla radioterapia siamo a una fase reale e operativa: abbiamo già affidato l’incarico al progettista e contiamo, entro l’inizio dell’estate, di pubblicare il bando», spiegava Marino. Il passaggio successivo sarà una gara europea integrata per lavori e macchinari.

La manager non nasconde le difficoltà accumulate fin qui, ma indica con nettezza la svolta politica e finanziaria che avrebbe rimesso in moto il dossier: il finanziamento nazionale atteso a lungo non arrivava, creando incertezza, mentre la Regione Lazio, con il presidente Francesco Rocca, ha deciso di coprire direttamente l’intervento. La stessa Asl, a gennaio, parlava già di «avvio delle procedure e dei lavori» grazie a somme regionali stanziate proprio perché il finanziamento ministeriale «ha difficoltà ad arrivare».

La novità, intanto, non riguarda solo muri e bunker. A marzo la Asl Roma 4 ha pubblicato un avviso di mobilità nazionale per la copertura a tempo indeterminato di un posto di dirigente medico in oncologia e‑o radioterapia: l’avviso è comparso sul Burl il 10 marzo, poi in Gazzetta ufficiale il 24 marzo, con scadenza fissata al 23 aprile. È il primo segnale formale della ricerca del personale specialistico che dovrà accompagnare l’attivazione del servizio.

Negli ultimi mesi il progetto era entrato e uscito dalla discussione pubblica tra revisioni, riprogrammazioni e attese. Oggi, però, la sensazione è che la pratica sia uscita dal limbo. Resta da vedere se i tempi annunciati saranno rispettati. Ma il punto vero è un altro: la radioterapia al San Paolo non è solo un cantiere sanitario. È un progetto molto atteso perché andrebbe a colpire uno dei nervi più scoperti della sanità locale, mettendo fine all’odioso pendolarismo delle cure in uno dei momenti di maggiore fragilità per le persone malate. Da parte della Asl guidata dalla dg Marino sembra esserci la fiducia che in un anno e mezzo si possa arrivare a dama con uno dei progetti più attesi e sentiti dal territorio.

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